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martedì 18 marzo 2014

Time flies away...

SQUIRES KITCHEN COMPETITION
14-15-16 MARZO - FARNHAM
GOLD and FIRST PRIZE

 

 
Tempo fa dicevo che c'è un tempo per ogni cosa...
 
Da moltissimo desideravo partecipare a una competizione. Beh... quel tempo è arrivato anche per me :)
 
Lasciate che vi prenda per mano e vi accompagni con me in questo viaggio che mi ha portato a Farnham, una cittadina non molto distante da Londra, sede di Squires Kitchen e dove si tiene annualmente la Squires Kitchen Exhibition.
 
Squires Kitchen, in qualche modo, rappresenta per me l'inizio di un percorso...
 
E' trascorso qualche anno ormai da quando cominciai ad interessarmi al mondo della sugarcraft e poi della ghiaccia reale.
 
Squires Kitchen è qualcosa a cui sono particolarmente legata: scrissi a loro per chiedere la traduzione del libro di Eddie e da lì partirono le traduzioni sul mio blog.
Successivamente andai alla manifestazione con Federica di Silovoglio...
 
Qualche mese fa ricevetti la rivista Cakes & Sugacraft dove si preannunciavano i temi delle competizioni per l'evento di quest'anno. Subito pensai che mi sarebbe tanto piaciuto partecipare  nella categoria delle torte di ghiaccia reale dove  l'ispirazione doveva essere: porcelain and ceramic designs.
Come non pensare ai servizi da tè inglesi?
Subito dopo però la mia mente si rivolse verso gli orologi...
Avevo fatto una torta orologio in precedenza e mi ero molto divertita nel realizzarla. E quindi... perché non pensare agli orologi di porcellana decorati?
 
Piano piano il progetto cominciava a formarsi. Cominciai a disegnare degli schizzi.
Volevo una torta esagonale a doppi pannelli...
Progettarne una che non fosse già stata pensata in precedenza non era facile. Soprattutto quando già Eddie Spence, il mio grande Maestro, ne aveva già realizzate alcune.
Ma non potevo presentarmi alla manifestazione e partecipare alla competizione con un design che richiamasse i suoi. La mia torta doveva essere UNICA.
 
Sono stata presa più volte dallo sconforto, ma piano piano il progetto andava avanti e, dopo averlo cambiato alcune volte, sono arrivata a quello definitivo.
 
I panelli con doppie filigrane: una in azzurro che volevo fosse leggera, distante dai pannelli a run out pieni che avevamo fatto l'estate scorsa al corso, e una filigrana bianca, floreale, senza punti di giuntura se non la cornice.
Così come il collar: tutto aperto, tenuto insieme solo dalla filigrana. Per sostenerlo meglio avrei utilizzato delle roselline in ghiaccia. La cornice esterna sarebbe stata decorata con la brush embroidery "in sospensione".
 
Tutto doveva essere molto leggero.
 
Nella mia mente c'era musica. Quindi l'idea di un orologio che ad ogni ora suonasse una melodia. I putti e gli angeli sia nelle aperture di tre degli ovali sui pannelli che sul quadrante dovevano suonare uno strumento. Nei rimanenti ovali avrei creato un decoro a brush embrodery che richiamasse i disegni delle porcellane.
Così come a brush embroidery dovevano essere i decori che contornavano la cornice del collar principale e  degli stessi ovali, a richiamare quella del contorno del collar e della base della torta.
 
Dopo aver disegnato tutto nel modo più preciso possibile, a due settimane dalla partenza, ho cominciato a lavorare.
 
Non so dire quanto tempo ho impiegato... so solo che è stato tanto tempo... tante ore al giorno.
Ho rifatto almeno tre volte il collar più grande e tanti pannelli in più...
 
Alla fine, quando ho montato la torta non mi sembrava vero di averla terminata. Dentro di me è stata una vittoria già quella: sapere di dover lavorare al meglio delle mie capacità in previsione della competizione è stata per me una vera sfida con me stessa.
Uno stress incredibile.
 
In pochissimi sapevano che avrei partecipato alla competizione perché io mi "vergogno" sempre.
 
In ultimo ho pensato al tempo,  a questo orologio e al tempo che passa così in fretta... quindi l'idea dell'ultimo tocco: un uccellino nell'atto di spiccare il volo... perché il tempo vola via...
 

 

 
 
Sono partita con mia figlia Serena, le avevo promesso che se fosse andata bene a scuola l'avrei portata con me... e così è stato.
 
Ho preso tutte le precauzioni nell'imballare la torta.
 
La mattina di venerdì 14 Marzo la posizionavo nella sala delle competizioni.
 
 
Non avevo aspettative... ho solo pensato che non avrei voluto fatto fare "brutta figura" ad Eddie.
 
Proprio lui è stato il primo che ho incontrato... Rivederlo è sempre il rinnovarsi di un amore... un sentimento che va al di là dell'ammirazione per il Maestro: lui è soprattutto un GRANDE UOMO. Con un cuore e una generosità straordinari.
 
Anche Serena se ne è innamorata subito. Vedere lui e Tracy tenersi sempre per mano e sentirli rivolgere l'uno all'altro con "my love" è qualcosa che mi colpisce sempre... e ha colpito anche il giovane cuore di Serena.
 
Il venerdì le torte in competizione venivano valutate. Il sabato mattina ci sarebbero stati i risultati.
 
Mentre ero in coda fuori dall'edificio improvvisamente mi è suonato il cellulare: era una gentile signorina di Squires Kitchen che mi comunicava che avevo vinto l'oro e il primo premio nella mia categoria!!!
 
Non so descrivere quello che ho provato... anche perché ancora adesso mi sembra impossibile sia capitato proprio a me...
 
Sono entrata con le lacrime che continuavano a scendermi dagli occhi.  Con Serena siamo andate a vedere nella sala... e proprio davanti a me c'era la mia torta con i due cartellini che segnalavano i premi...
 
Dopo aver salutato Eddie e Tracy tra lacrime, complimenti, baci e sorrisi ci siamo recate a Londra: Serena voleva assolutamente rivederla...
 
Il giorno successivo, domenica, sì è svolta la premiazione.
 
 
 
Appena prima avevo chiesto il feedback ai giudici. L'ho chiesto a Ceri DD Griffiths e a Linda Garnham che hanno giudicato la mia torta.
Poi l'ho chiesto anche a Eddie...
 
 
 
 

 
E' stata un'esperienza incredibile...
 
Prima di lasciare qualche immagine della torta è doveroso che io ricordi le persone senza le quali questo risultato non sarebbe stato possibile:
 
Il mio grande Eddie Spence MBE, il mio maestro, mio mentore, l'uomo che ammiro di più in questo campo. L'uomo che è mia fonte di ispirazione continua: da un punto di vista artistico ma anche e soprattutto umano.
 
La mia famiglia, le persone che amo di più al mondo: so che sono stata insopportabile...
 
Maureen: che mi ha seguita durante tutto il percorso con i suoi consigli di esperta e tutta la sua pazienza. Thank you.
 
Daniela... grazie.
 
Annie e Tony che mi sono stati accanto seppur lontani.
 
Gabriella: mia anima, sorella, madre, amica e... tanto altro. La persona che più ha creduto in me... nonostante me stessa.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

In ultimo vorrei ringraziare:
 
Roberta di Squires Kitchen: è stata un punto di riferimento in terra inglese e ci ha fatte sentire accolte e "vicine a casa". Grazie.
 
Robert e Beverly,  i padroni di casa  Squires Kitchen ma soprattutto due persone deliziose con cui abbiamo trascorso momenti indimenticabili.
 
Grazie. Thank you.
 

 

 

venerdì 13 luglio 2012

Lace Butterfly di Pervin Sutherland-Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects



Siamo così giunti all'ultimo appuntamento, prima delle vacanze, delle traduzioni per Squires Kitchen.

Di questo articolo mi sono limitata a tradurre le istruzioni per realizzare queste graziose farfalle in ghiaccia reale. Spero lo troviate utile.


Questo progetto potete trovarlo in lingua originale sul numero 116 della rivista Cakes &Sugarcraft pubblicata da Squires Kitchen che potete acquistare QUI.

Buona lettura e buone vacanze a tutti.




PDF della traduzione Lace Butterfly di Pervin Sutherland
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venerdì 30 dicembre 2011

Biscotti decorati: borsetta e scarpa di Ann Skipp - Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects




Ed eccoci alla fine di quest'anno 2011 e, come di consueto, all'appuntamento con la traduzione mensile per Squires Kitchen.

Le festività e i vari impegni mi costringono a scegliere progetti un po' più semplici, ma forse anche per questo più fruibili. Questo mese la mia scelta è caduta su questi deliziosi biscotti decorati: mi sono piaciuti subito e sono certa che la loro delicatezza stupirà quelli di voi che avranno la fortuna di riceverli in dono.

L'originale, in lingua inglese, è apparso sul numero 109 (non più disponibile) della rivista Cakes & Sugarcraft  pubblicata da Squires Kitchen.

Vi lascio alla lettura augurandomi che la troviate piacevole e che sia un ulteriore stimolo per provare a giocare con la ghiaccia reale :)

A presto,





PDF della traduzione Biscotti Decorati a scarpa e borsetta

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martedì 29 novembre 2011

Butterfly Cupcakes di Ann Skipp - Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects




L'ormai consueto appuntamento mensile con le traduzioni questa volta ci permette di capire come realizzare questi cupcakes decorati con farfalle a tecnica run-out.

L'ho trovato un progetto molto carino, semplice e dalle molteplici applicazioni: basterà variare i colori e ognuno di noi potrà creare la propria farfalla "personalizzata"  da posizionare su un cupcakes, come in questo caso, o sopra una torta... magari immaginando un intero volo di farfalle...

Questo progetto lo potete trovare in lingua originale sul numero 113 della rivista Cakes & Sugarcraft pubblicata da Squires Kitchen che potete acquistare QUI.

Vi lascio alla lettura di questo file, sempre scaricabile in formato pdf, sperando di aver fatto cosa gradita.
Per quel che mi riguarda sono ancora in partenza per Treviso: mi attendono due giornate di corsi sulla ghiaccia reale presso LIVING 24, poi però mi fermo: lavori in casa e... qualche progetto da preparare ;)

Buona lettura,








PDF della traduzione Ann Skipp Butterfly Cupcakes

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venerdì 28 ottobre 2011

Scrolls parte seconda-di Eddie Spence MBE- Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects








Eccoci, come ormai di consueto, all'appuntamento mensile con la traduzione per Squires Kitchen. Questa che vi presento è la seconda e ultima parte del capitolo Scrolls, tratta dal libro The Art of Royal Icing di Eddie Spence MBE (la prima parte potete trovarla qui).

E' stato un lavoro molto faticoso: è sempre difficile rendere nella propria lingua testi tecnici qual è questo del "mio" Eddie ma spero di esserci riuscita.

Ringrazio la mia  "g" per il sostegno, l'aiuto e tutto il cuore che dedica alla lettura delle bozze di ogni mia traduzione: senza di lei il mio lavoro non sarebbe lo stesso.

Ricordo a quanti volessero acquistare il libro di Eddie Spence che lo si può trovare nel sito di Squires Kitchen e precisamente QUI.

L'appuntamento con la prossima traduzione è per il prossimo mese e lasciandovi a questa lettura, spero piacevole e interessante, vi auguro un buon fine settimana.

A presto,








PDF della traduzione Eddie Spence Scrolls seconda parte

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lunedì 26 settembre 2011

Scrolls parte prima-di Eddie Spence MBE - Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects



Con l'autunno riprendono le traduzioni per Squires Kitchen.
Anche questa volta, con mia grande soddisfazione, mi è stata affidata la traduzione di un capitolo tratto dal libro "The Art of Royal Icing" di Eddie Spence MBE.

Il capitolo era molto lungo e articolato quindi, anche su suggerimento dell'editore, ho deciso di dividerlo in due parti.

La traduzione è come al solito scaricabile in formato PDF.

Ricordo a tutti quelli che volessero comperare il libro Di Eddie Spence che lo si può acquistare nel sito di Squires Kitchen e precisamente QUI.

La seconda parte del capitolo Scrolls sarà online il prossimo mese.

Buona lettura a tutti :)








PDF della traduzione Eddie Spence Scrolls prima parte

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mercoledì 27 aprile 2011

Tecniche di Pressure Piping 1- di Eddie Spence MBE - Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects




Dopo la traduzione di Michela, eccomi, come promesso, con la nuova traduzione per Squires Kitchen. Tratta dalla rivista Cakes & Sugarcraft issue 76 è il seguito di quella pubblicata in precedenza, che così tanto ha avuto successo: secondo il contatore è stata scaricata più di 700 volte.

Questo numero mi riempie di soddisfazione e mi sprona a continuare su questa strada, certa che quest'arte stia trovando maggiore diffusione anche qui da noi :)

Le immagini che mi sono state fornite, questa volta sono meno belle, ma ugualmente efficaci.

Con questo articolo si conclude il capitolo relativo alle tecniche di pressure piping che è pubblicato nel libro "The Art of Royal Icing" di Eddie Spence MBE.

Ricordandovi che tra qualche giorno anche Tamara pubblicherà la sua traduzione non mi rimane che augurarvi buona lettura :)

Donatella
Eddie nel cuore... sempre.









PDF della traduzione Pressure Piping Techniques1

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lunedì 28 marzo 2011

Tecniche di Pressure Piping - di Eddie Spence MBE - Traduzioni per Squires Kitchen

Royal Icing Projects


Eccoci ancora una volta all’ormai consueto appuntamento mensile con la traduzione per conto di Squires Kitchen da scaricare in formato PDF.

Il lavoro di questo mese “Tecniche di Pressure Piping” è stato pubblicato della rivista Cakes & Sugarcraft n. 75 ed è esaurito.
La cosa più interessante è che questo lavoro è un piccolo estratto del libro “The Art of Royal Icing” di Eddie Spence MBE.

Avere avuto la possibilità tradurre anche una piccolissima parte di questo libro splendido, che amo più di ogni altro, è qualcosa che mi inorgoglisce e allo stesso tempo mi intimorisce poiché la domanda che sempre mi pongo quando mi appresto alla traduzione è:

“sarò mai in grado di rendere ciò che questo grande Maestro insegna?”.

A voi la sentenza.

Per quel che mi riguarda posso solo dire che cerco di convogliare tutta la passione che sento dentro di me per quest’arte anche quando traduco, sperando che alcuni di voi, leggendo, possano avere la voglia di prendere in mano un conetto ed un beccuccio e provare a decorare con la ghiaccia reale…

Buona lettura,

Donatella








PDF della traduzione Tecniche di Pressure Piping di Eddie Spence MBE

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mercoledì 16 marzo 2011

Squires Kitchen Exhibition - 12-13 Marzo 2011 - diario di viaggio



Sono ormai tornata da qualche giorno. Ho avuto bisogno di raccogliere le forze. L’esperienza fatta in UK è stata bellissima ma anche molto faticosa, sia a livello fisico che mentale: parlare l’inglese, per me che non sono abituata ad esprimermi in quella lingua, è stato davvero impegnativo.

Il mio diario comincia all’aeroporto di Linate dove incontro le mie compagne di viaggio: Federica di Silovoglio e Roberta.
Chiacchieriamo per qualche minuto e decidiamo di avviarci subito al banco del check-in per poterci liberare subito dei bagagli.
Così, ci ritroviamo a girare per i negozi dell’aeroporto, passiamo quasi subito nell’area riservata ai viaggiatori e in un attimo arriva il momento di imbarcarci sull’aereo.

Eccoci, siamo sedute ai nostri posti, l’aereo ha cominciato a muoversi, i motori girano sempre più forte e arriva il momento del decollo: in quell’attimo, come sempre, la paura mi assale. Reprimo l’istinto di afferrare e stringere la mano di Federica che mi siede al fianco, e guardo fuori dal finestrino. Le case diventano sempre più piccole, il sole è rosso nel cielo al crepuscolo e noi stiamo volando alla volta dell’Inghilterra.

Col pensiero ritorno al Luglio scorso, quando affrontai lo stesso viaggio per frequentare il corso con il “mio” Eddie… quando seduta accanto a me c’era Michela…


Londra ci accoglie buia, brilla di luci che scorgo dall’aereo. I ricordi mi riportano a me piccola, a sei anni, quando volavo così spesso proprio a Londra, dove viveva mia zia. Per un anno sono vissuta nella stessa città che ora si stende sotto di me, con il Tamigi che l’attraversa, con i suoi ponti, i suoi palazzi, il Big Ben…

Atterriamo, superiamo i controlli e subito arrivano i bagagli… usciamo dall’area passeggeri e cerchiamo Martin, il proprietario del B&B che ci accompagnerà lì in macchina.
Dopo un momento di smarrimento scorgiamo un signore attempato: regge un cartello con sopra il mio nome, ci avviciniamo e ci presentiamo.
Subito andiamo alla macchina: ancora una volta rimango un po’ stranita accomodandomi accanto a lui che ha il posto di guida sulla destra… credo che non mi ci abituerò mai…

In tre quarti d’ora arriviamo a casa, veniamo accompagnati nelle nostre camere. Io e Federica dormiremo insieme mentre Roberta in camera da sola.


Il mio letto è quasi completamente circondato da finestre, le tende a fiori, tovaglie di pizzo ricamate ricoprono i tavolini, il porta fazzoletti, tazze e bollitore per il tè, ovviamente non possono mancare.

Subito dopo Martin ci accompagna a cena in un locale poco distante il “Bat & Ball” un caratteristico pub dove ci accolgono con cordialità… divertendosi anche un po’ quando annunciamo che vogliamo il menu per “young people” pensando che noi, in fondo, siamo abbastanza giovani per poterlo chiedere… mentre poi ci spiegano che quello è il menù per bambini…
Sorridendo divertite affermiamo che pensavamo di essere sufficientemente “young” e il proprietario ci risponde in modo sornione: “Naturally!” :)

A fine cena richiamiamo Martin, che ci viene a prendere e riaccompagna a casa. Federica ne approfitta per controllare la posta, io per giocare con la macchina fotografica e scattare qualche foto alla camera…
Poco dopo la stanchezza prende il sopravvento e ci addormentiamo nei nostri letti con i piumini a fiori rosa come le tende…
Il giorno successivo mi sveglio prestissimo, come al solito…
Appurato che non posso usare il computer perché ho la spina a tre pioli mentre l’adattatore ne può accogliere solo due, macchina fotografica alla mano comincio a girare per la casa. Scendo al piano di sotto e scopro una bellissima veranda a vetri già apparecchiata per la colazione. Bottiglie di cristallo e argenteria sono sparse un po’ ovunque…



Davanti alla veranda si estende il giardino con un bel prato verde.


Scatto qualche foto e poco dopo arriva Martin ancora in vestaglia e chiacchieriamo un po’ insieme.
Anche Barbara, la moglie, una dolcissima signora tipicamente inglese ci raggiunge e mi metto piacevolmente a discorrere anche con lei. Mi prepara il loro caffè, quello lungo lungo, una via di mezzo tra un caffè e un tè, che a me però non dispiace allungato con il latte, e continuiamo a chiacchierare.

Verso le nove scendono anche Federica e Roberta, io proseguo la colazione iniziata almeno un’ora prima, loro la cominciano…
Subito dopo Martin ci accompagna alla Squires Exhibition… davanti all’ingresso c’è una fila lunghissima e appena scendiamo dalla macchina, vediamo all’interno dell’edificio un gruppetto di persone che si avvicinano all’entrata: Federica mi segnala che c’è Eddie… il “MIO” Eddie!!!

Ed eccolo… indossa il kilt, il tradizionale abito scozzese. Assieme a Beverly Dutton -la proprietaria di Squires- , il marito e tutti i tutors, si avvicina al nastro d’entrata per tagliarlo e dare inizio all’inaugurazione.


Finalmente entriamo, io ne approfitto per acquistare un biglietto supplementare per Anne, la mia amica inglese che verrà a trovarmi e cominciamo a girare per le varie sale.



Ci sono espositori ovunque.


Cominciamo a girarli tutti, Federica è molto curiosa e vuole vedere tutto e io con lei. Gironzoliamo ma, in realtà, c’è una persona che sto cercando… e infatti poco dopo Federica mi chiama… C’è Eddie!!!


Di questo incontro ho raccontato nel post precedente, quindi non mi dilungherò oltre. Aggiungo solo che in una delle sale, al tavolo d’onore, vediamo alcuni suoi lavori… e… beh… qui non c’è spazio per le parole… le immagini parlano da sole…





Eddie però ci avverte che darà una dimostrazione: corriamo alla sala che ci ha indicato, ma all’ingresso ci avvertono che è tutto pieno… ma arriva Eddie, dice due parole… e ci fanno entrare :)


Vederlo lavorare, creare in tre minuti una cicogna con nel becco un fagottino con dentro un bimbo... mi ha ricordato quando fece la stessa cosa proprio sul mio tavolo, l’estate scorsa. E come allora ha cominciato a “decorare” con la ghiaccia un davanzale di legno :)


Sono rimasta lì, rapita, per l’ora che è durata la dimostrazione, scattando moltissime foto.

Ho incontrato Jane Hatton, insegnante al Brooklands College la donna che ha fatto innamorare Yukiko (Rosey Sugar) della ghiaccia reale… Yukiko me ne parlò molto bene e con lei ho chiacchierato un po’… sono passata allo stand della British Sugarcraft Guild, e poi… io e Federica siamo andate al meeting che avevamo con Beverly Dutton e Jenny Stewart, uno dei motivi che ci ha viste alla Squires Exhibition quest’anno.
Parliamo anche delle traduzioni: sono stupiti che vengano scaricate nei numeri che appaiono sul blog… questo potrebbe permettere, in un futuro forse non molto lontano, la traduzione in italiano dei libri che già pubblicano come casa editrice.

Vedere in quella stanza solo donne ed un unico uomo, il marito di Beverly, è stato davvero piacevole… ricordo Beverly che dice a Federica di non rinunciare mai ai suoi sogni…

Vedremo che sorprese ci riserverà il futuro…

Visitiamo la sala delle Wedding Cakes.



Io ritiro delle attrezzature che qualcuno ha riservato apposta per me: prima di partire avevo detto alla mia dolcissima amica Maureen che avrei desiderato provare un certo tipo di extension work ma mi mancavano le attrezzature necessarie, purtroppo quasi introvabili perché non più in produzione. Lei mi ha aiutata a trovarle e lì, da Squires… c’era qualcuno che me le aveva portate. Dovevo solo ritirarle…
Così, ringraziando col pensiero mille volte Maureen continuo a girare per l’edificio.

Abbiamo qualche appuntamento, e poi, verso il termine della giornata, Jenny Stewart ci porta a visitare il nuovo negozio di Squires Kitchen, gli uffici, la International School of Sugarcraft, dove i loro tutors tengono corsi in ogni ambito della sugar art.



Nel frattempo incontro anche Anne, la mia amica inglese. Beviamo un tè insieme e ci fa assaggiare la sua fruit cake: buonissima! Anche Federica e Roberta si stupiscono della bontà della torta che mi ricorda subito, con il suo altissimo contenuto di uvetta e frutta secca, i sapori natalizi.
Con Anne andiamo al supermercato: vorrei comperare un po’ di zucchero Tate&Lyle, ma dopo averne girato diversi, non riusciamo a trovarlo. La prendo a braccetto e le dico, sorridendo, che sembra che tutte le volte che ci incontriamo non si abbia niente di meglio da fare che girare per … supermercati!!!
Al posto dello zucchero Tate&Lyle ne compero tre chili marca Silverspoon, che si differenzia dal Tate&Lyle (che è puro zucchero di canna, parola di Eddie!!) perché è ricavato dalle barbabietole.
In un certo qual modo sento di “tradire” il “mio” Eddie… ma in mancanza d’altro lo proverò…
Poi compero gli ingredienti per fare la fruit cake a casa. Devo proprio provarci: è sorprendentemente buona… e, una volta ricoperta del marzapane che ho messo nel carrello, posso provare a ricoprirla di ghiaccia, proprio come vuole la tradizione inglese...

Anne, gentilissima come al solito, si offre di accompagnarci a casa e, dopo qualche peripezia, riusciamo ad arrivarci.
La saluto, spero di rivederla ancora a Giugno, quando tornerò per il corso con Christine Flinn e Eddie e dopo essere tornata in camera abbiamo giusto il tempo di darci una sistemata che subito arrivano Beverly e il marito pronti ad accompagnarci al luogo della cena.

Nel ristorante ho modo di rivedere Tracy e il “mio” Eddie, che indossa sempre il kilt delle grandi occasioni. Appuntata sul petto ha l’onorificenza con cui Sua Maestà la Regina Elisabetta II nel 2000 lo ha insignito: il titolo di MBE (Member of the British Empire).
La serata trascorre piacevolmente. Conosciamo Carlos Lischetti: un simpaticissimo ragazzo italo-argentino con il quale parliamo in italiano. E’ un nome emergente nella modellazione dei soggetti. I suoi sono davvero bellissimi e particolari -attenzione alla prossima traduzione sul blog di Tamara ;) -.
La stanchezza però si fa sentire presto. Ad un certo punto chiediamo di congedarci e un taxi. Una volta in camera Federica, grande lavoratrice fino alle ore piccole, si preoccupa di mettere online le foto scattate della giornata appena trascorsa…
Io, invece, mi infilo allegramente nel mio letto fiorato, circondato da finestre: se non guardo gli infissi, mi sembra quasi di dormire all’aperto…

Il giorno dopo per me inizia di nuovo presto: scendo ancora di buon’ora e chiacchiero piacevolmente con Martin e Barbara. Barbara si complimenta per il mio inglese, cosa che mi sorprende abbastanza, sebbene dichiari che quando parlo “stresso” le parole sull’ultima sillaba, cosa tipicamente italiana, quando invece la lingua inglese, in genere, ha lo stress sulla prima. Mi racconta che, in tempi di guerra, le spie curavano proprio questo particolare della lingua perché poteva tradirle e segnalare la loro non origine inglese.

Al momento di uscire di casa salutiamo Barbara: quando torneremo nel pomeriggio a ritirare i bagagli ed andare all’aeroporto lei e Martin non saranno in casa. Hanno già prenotato un taxi per noi, ci lasciano le chiavi che, dopo aver ritirato i bagagli e chiuso, infileremo nella fessura per la posta della porta di casa.
Prima di salire sulla macchina di Martin mi avvicino a Barbara: l’abbraccio forte, lei è commossa, mi dice di tornare, e io… inutile dire che sono commossa come lei e così toccata nel vedere i suoi occhi umidi di lacrime.
Saliamo sulla macchina di Martin, che per l’ultima volta ci accompagnerà da Squires.
Le ultime ora prima di partire le dedichiamo agli acquisti.


Scattiamo ancora qualche foto e, ovviamente, io mi precipito ancora dal “mio” Eddie:)
Lo saluto, ci rivedremo presto per il corso ai primi di Giugno… ma anche se non è una data troppo distante il distacco, per me, è sempre doloroso.

Alle 13,30 arriva il taxi, andiamo di corsa a riprendere i nostri bagagli e corriamo all’aeroporto.

In attesa del check-in ci sediamo in un bar, attendiamo di imbarcarci, ci aggiriamo per i negozi in cerca di piccoli regali per le nostre famiglie.

Al momento dell’imbarco quasi ci perdiamo per l’aeroporto… non sappiamo qual è il nostro gate: abbiamo fatto il check-in troppo presto e sulla carta d’imbarco non è riportato. Federica è convinta che sia il gate n. 25 io le dico che non è possibile dal momento che la mia carta riporta il n. 24…
Così, dopo aver percorso chilometri di corridoi, scopriamo che dobbiamo guardare i tabelloni dell’aeroporto: infatti il nostro è il n. 7… lontano anni luce da dove siamo ora…
Piene di borse e pacchettini corriamo velocemente per arrivarci. Siamo quasi stremate: Roberta è tutta rossa in viso… ma anche io e Federica abbiamo un bel colorito :)

A Londra c’è il sole: è ancora il tramonto. Appena saliamo in aereo ci avvertono che a Milano piove... e guardiamo già con nostalgia questa città che lasciamo così presto…
Le nuvole illuminate dal sole al tramonto sono rosa sotto di me. L’aereo vola veloce, attraversa La Manica… e poi la coltre di nubi non mi permette di vedere più nulla.

Atterriamo a Milano che è buio. All’aeroporto c’è tutta la mia famiglia ad attendermi. Non appena varco le porte dell’uscita sento le loro voci, li vedo sorridenti e Serena che dice “Eccola, l’ho vista!!”
Subito mi corrono incontro. Sono davvero tanto stanca. Saluto Federica e Roberta riproponendoci di sentirci presto e mi avvio verso casa in una serata lucida di pioggia.

Il giorno dopo invio una email a Martin e Barbara per ringraziarli dell’ospitalità.
Nonostante abbiamo lasciato il nostro pensiero sul libro degli ospiti, tengo a far sapere loro che siamo a casa e che conserverò il loro ricordo fino a quando non potrò rivederli ancora.

L’esperienza è stata bellissima, un weekend davvero interessante e intenso, che spero di ripetere anche l’anno prossimo.

E questa mattina, aprendo la posta, ho trovato la risposta di Barbara e Martin.
Due righe che dicono che sono stati contenti di sapere che sono arrivata, che è stato piacevole avermi con loro, nella loro casa, e che sperano io possa tornare se nel futuro ne avrò ancora l’occasione.

Credevo di avere visto proprio tutto, invece, affacciandomi lunedì al forum della British Sugarcraft Guild, ho scoperto che mi sono persa una sala: quella in cui erano esposti i pezzi da competizione. Quando ho visto le foto mi sono quasi mangiata le mani… non si può essere così sbadate!!!


A presto,

Donatella