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sabato 30 novembre 2013

La Speranza...


La speranza è un essere piumato che si posa sull'anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.
L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola – a me.


(Emily Dickinson)


Gabri, proprio qualche giorno fa qualcuno ti chiedeva il link al tuo blog (http://cometramedincanto.blogspot.it/). Cliccandoci sopra mi è apparso il post che aveva per titolo "La speranza". "La speranza è un essere piumato..." E' la poesia di Emily Dickinson che ho copiato anch'io qui sopra e che tu citavi in quel tuo ultimo post.

Ecco... io ti ho fatto la casetta... così durante l'inverno, la speranza, quell'essere piumato, avrà un posticino dove ripararsi... <3 p="">






sabato 16 marzo 2013

Biscotti... biscotti... e ancora biscotti! :)





A volte ho semplicemente voglia di fare... di divertirmi un po'... di ritrovare quel rapporto quasi "intimo" che vivo con la ghiaccia reale che mi obbliga anche a non pensare a null'altro se non a quello che sto realizzando.
Sono nati così questi biscotti. Nati dalla voglia di regalare alla mia famiglia, ai miei bambini, qualcosa di buono e, possibilmente, grazioso.
 
Ho preparato una dose di biscotti, li ho tagliati con i cutters di forme semplici, quelle classiche, che sono ancora quelle che amo di più e ho voluto sperimentare un po'... e giocare.
 
Qualche tempo fa, mentre ero in provincia di Bari per un corso, ho visto un video di SweetAmbsCookies che mostrava come decorare i biscotti con la tecnica "wet on wet". Il video è questo. La tecnica mi è piaciuta immediatamente: adoro quell'aspetto un po' shabby dei biscotti e proprio durante il corso ho voluto sperimentarla. Diciamo che il primo risultato non è stato proprio meravigliosissimo ma mi ha permesso di capire bene come fare.
 
Ci ho riprovato durante un altro corso che ho tenuto a Genova e poi ho voluto rifarli anche a casa. Ho dato libero sfogo alla fantasia, pensando a quei servizi da tè inglesi tanto che amo. 
 
 
 
Ne ho fatti alcuni anche con colori più forti che contrastano di più e il risultato non mi è dispiaciuto.
 
 
 
In questo periodo mi piace giocare con il colore e il rosso rubino mi attrae particolarmente, forse perché mi ricorda la passione, l'amore...
E ho voluto provare a preparare un po' di ghiaccia colorata proprio di questo colore.
 
Durante i miei corsi dico che per lavorare con la ghiaccia reale "bisogna usare la testa". Questo significa che non esistono regole ferree... o meglio: in alcuni casi bisogna proprio attenercisi, in altri no. E' il caso relativo all'uso dei coloranti. Preferibilmente, quando coloro la ghiaccia reale, uso coloranti liquidi a base d'acqua: quelli di Squires Kitchen per intenderci (SK Liquid Food Colour). Questo vale per le decorazioni delicate, quelle che bisogna staccare e riposizionare sulle torte. Nel caso dei biscotti il discorso è diverso. La decorazione a run-out realizzata su un biscotto non ha bisogno di particolare resistenza poiché verrà realizzata su una base già sufficientemente solida: la superficie del biscotto che, nel mio caso, era di pasta frolla. Abbiamo quindi una libera scelta: possiamo usare qualsiasi tipo di colorante abbiamo a nostra disposizione (liquidi, in polvere, in pasta o in gel).
Volendo arrivare ad una tonalità molto intensa ho utilizzato i coloranti in pasta di Sugarflair. Ho usato il Claret, una bella tonalità rosso ciliegia intenso, a cui ho aggiunto qualche goccia di colorante liquido Chestnut per scurire. Ho ottenuto così il rosso rubino. Ho realizzato il contorno a consistenza off-peak e poi riempito l'interno a consistenza run-out.
E' stata la volta degli ovali che avrei poi posizionato centralmente sui biscotti... alcuni rosso rubino, e con altri ho voluto divertirmi un po' aggiungendo alla ghiaccia di riempimento bianca dei ghirigori di colore rubino utilizzando la stessa consistenza che avevo usato per il contorno. Con la punta di uno stecchino ho poi cercato di marmorizzare tutto l'ovale. Ne è risultato un bell'effetto che ho poi provato anche sulla superficie di un intero biscotto.
Sono nati così i biscotti "gioiello" che ho ulteriormente impreziosito colorando la decorazione di contorno con della polvere d'oro diluita in alcool alimentare.
 
 
 
Poi ho voluto fare dei biscotti cammeo: con le damine a pressure piping.
Chi mi segue sa quanto mi piacciano e questa volta ho voluto porprio pensare a un gioiello. Ho quindi preparato gli ovali nel colore delle pietre preziose: smaraldo, rubino, zaffiro. Ho realizzato quindi le damine a pressure piping e, una volta asciutte,  le ho posizionate sui biscotti.
 
 
 
Diciamo pure che mi sono divertita parecchio... :) 
Ho tenuto qualche biscotto "nudo" da parte nel caso venissi presa dalla voglia di giocare ancora un po'... :)
 
Vi lascio una carellata di immagini: come sempre sta a voi il giudizio finale... :)




















A presto,



lunedì 24 dicembre 2012

Natale 2012- Tributo a Eddie Spence e bridgless extension work








Quest'anno ho esagerato... :)
 
In un certo senso ho compensato tutti i natali passati, quando presa da mille altri impegni per questa festa, LA FESTA, ho sempre fatto molto poco, giusto qualche biscotto o forse anche nulla.
 
Ma quest'anno no.
Già da tempo desideravo provare a preparare una fruit cake. In occasione dei miei viaggi in UK avevo acquistato la frutta secca occorrente che era rimasta per diverso tempo nella dispensa. A novembre, un po' in ritardo rispetto ai "tempi canonici inglesi" ho pulito, sminuzzato e messo a bagno nel liquore la frutta che avevo.
L'ho lasciata così per circa due settimane e, all'inizio di questo mese, ho preparato due fruit cakes secondo la ricetta di Eddie Spence.
Per la verità ho apportato qualche piccola modifica, ma solo perché volevo sfruttare quello che avevo a disposizione.
Le torte quindi erano due: una 17,5 cm (7") e una 20 cm (8"). Le ho cotte per ore.
Profumo di spezie in tutta la casa.
Una meraviglia.
 
Poi, periodicamente, le ho bagnate ancora con del rum, proprio secondo tradizione.
 
E nel frattempo ho cominciato a preparare le decorazioni.
 
Sapevo già cosa volevo realizzare per una delle due torte: il gazebo del mio grande Maestro Eddie Spence MBE.
 
Fin dalla prima volta che lo vidi sul suo libro, due anni orsono, i miei occhi avevano accarezzato quell'immagine. Avevano indugiato sui particolari. Avevo letto avidamente le istruzioni per realizzarlo...  consapevole però che non era cosa alla mia portata.
 
Ma quest'anno... beh... in un certo senso mi sono sentita... -come dire?- "pronta". 
 
Avevo preparato le fotocopie: tanti pezzi... ma tanti anche perché volevo che tutto fosse perfetto, volevo correre meno rischi possibile, quindi dovevo realizzarne parecchi in più del necessario per cautelarmi da inevitabili imprevisti e rotture.
 
Così, il mattino presto mi alzavo e cominciavo a lavorare. Piano piano ho cominciato a costruire "il castello di sabbia dei miei sogni"... ma non avevo sabbia  e acqua di mare tra le mani. La mia "sabbia" è stata zucchero a velo mischiato con albume.
 
I pezzi hanno preso forma. Ho realizzato gli esagoni a run-out, i pannelli laterali, i vari pezzi che componevano il tetto e, infine, le porte.
Poi le filigrane.
Eddie, nel suo libro, spiega come realizzare il gazebo utilizzando una retina di supporto per le filigrane, appunto. Questo dà maggiore resistenza alla decorazione.
Ma io non volevo utilizzare la retina. Ho quindi modificato leggermente il disegno del libro aggiungendo qualche elemento in più, in modo da dare supporto a tutta la struttura.
 
Poi, quando tutto si è asciugato, ho cominciato ad assemblare il tetto. Con mia grande sorpresa  non ho avuto la minima difficoltà nell'assemblaggio e distacco.
Le difficoltà sono subentrate quando ho cominciato ad montare i pannelli laterali: subito le filigrane di tre pezzi si sono rotte... e l'adrenalina nel mio sangue ha cominciato a scorrere...
Per fortuna avevo realizzato dei pezzi in più... e, alla fine, di tutti quelli che avevo preparato me ne è avanzato uno solo...
 
Non so quante volte ho rischiato l'infarto. E' stato un lavoro che mi ha impegnata moltissimo tempo, energie... ma soprattutto ha messo a dura prova i miei nervi.
Sono una persona molto emotiva, quindi, consapevole che un gesto sbagliato avrebbe compromesso tutte le ore di lavoro,  avevo le mani che tremavano pericolosamente.
 
Ma la voglia di vederlo finito mi ha sostenuta.
 
Mentre i pezzi asciugavano ho preparato la decorazione centrale del gazebo: il piedistallo  in florist paste e le piccole stelle di Natale bianche in ghiaccia reale. Quando tutto si è asciugato per bene ho assemblato.
 
Un mattino, all'alba, il mio piccolo castello di filigrana è nato. Era finito.
 
Ho provato una soddisfazione incredibile. Soprattutto perché non pensavo ci sarei riuscita... Ma il mio gazebo era proprio lì, davanti a me... pronto per essere posizionato su una delle due torte che avrei ricoperto di ghiaccia reale.
 
 
 
 
Nel frattempo avevo un'altra torta da ricoprire e decorare. 
 
Dopo averla rivestita di marzapane e pasta di zucchero ho cominciato a realizzare la decorazione che, sapevo, mi avrebbe impegnata molto: bridgless extension work. Questo tipo di decorazione non ha il ponte di ghiaccia  - linea su linea - di supporto.
Avevo fretta... tanti impegni e tanto lavoro ancora da fare, quindi, per "sbrigarmi" questa volta ho optato per il beccuccio n. 0 anzichè lo 00 che uso abitualmente quando realizzo questo tipo di decorazione.
Ho puntato una quantità incredibile di spilli sterilizzati e ho cominciato con il filo di ghiaccia che avrebbe poi di supportato le linee verticali. E poi ho cominciato a realizzare gli extension.
Un paio di volte il filo su cui poggiavo le linee verticali mi si è spezzato... ma sono riuscita a ripararlo senza grossi problemi.
Poi ho preparato tanti fiocchi di neve che avrei posizionato sopra gli extension,  ho decorato il topper della torta... e ho cominciato a rifinire la decorazione secondo l'idea che avevo in mente.
Anche in questo caso ho dovuto ingegnarmi per capire come sollevare i fiocchi e posizionarli: alla fine ho usato il beccuccio con la ghiaccia :)
 
Quindi la torta era finita... Avrei voluto fare di più... ma il Natale era ormai alle porte e una volta terminata la decorazione del vassoio e aver illuminato con della polvere edibile brillante i fiocchetti di neve sulla torta e sul topper ho deciso che poteva bastare.
 
 




Era il momento di decidere come avrei decorato la torta su cui avrei posizionato il gazebo...
 
L'avevo già ricoperta di ghiaccia: un lavoro che mi ha impiegato 5 giorni più il tempo per far asciugare il marzapane.
Per quest'operazione, tutt'altro che semplice, di fondamentale aiuto mi è stata la mia cara amica inglese Maureen.
L'ho "tempestata" di email con foto allegate dei vari strati di copertura. Mi ha sempre risposto, prodiga di consigli e mi ha sempre sostenuta anche nei momenti di sconforto. Thanks Maureen!!
 
Al termine delle 4 coperture di ghiaccia la torta non era perfetta... giuro che quest'anno l'esercizio su questa tecnica sarà una mia priorità: l'anno prossimo voglio che la copertura in ghiaccia sia impeccabile.
 
... Qualche anno fa avevo un'idea: dedicare una torta al mio Maestro: Eddie Spence.
 
Chiacchierando con la mia "g", lei me lo ha ricordato... e, in effetti, mi sarebbe proprio piaciuto rendergli un tributo.
Subito nella mente mi è apparsa l'immagine della magnifica torta con il gazebo che avevo vista in occasione della Squires Exhibition 2011. E in quel preciso momento ho deciso la decorazione.
 
In effetti è poi la stessa che realizzai in occasione della Comunione/Cresima di mio figlio Matteo... ma ora ho un po' d'esperienza in più... :) Dovevo solo caratterizzarla un po'... rendendola più natalizia.
 
Quindi ho realizzato tanti fiocchi di neve, di dimensioni e forme diverse. Al momento di posizionarli avrei deciso quali e quanti scegliere.
 
Dopo aver preso tutti i punti di riferimento in modo che la decorazione fosse più precisa possibile, ho cominciato a lavorare: continuous scrolls sul bordo superiore, pull-ups su quello inferiore.
 
Poi ho posizionato i fiocchi, ho realizzato la decorazione del vassoio... e, infine, quando tutto si è asciugato, l'ultima cosa: ho posizionato il gazebo.
Un'operazione, questa, che mi ha fatto tremare ancora una volta: per cautelarmi maggiormante l'avevo attaccato su un  esagono di florist paste, in modo che fosse più facilmente trasportabile... però... beh... l'adrenalina nel mio sangue scorreva lo stesso in quantità elevate...
 
Ho guardato la torta: sì, ero proprio soddisfatta.
 
Ho terminato il mio piccolo - ma nemmeno poi tanto- castello.
 
Mi sono accovacciata vicino al termosifone, godendomi il tepore sulla schiena, con in mano una tazza di caffè: mi sono sentita pervasa da quello svuotamento che mi prende ogni qual volta finisco un lavoro.
Allo stesso tempo ho goduto della sensazione meravigliosa di aver terminato: di essere riuscita a terminare il progetto, esattamente come lo volevo.
 
Ho dato tutta me stessa... mi sono sentita distrutta... ma felice.
 
Lascio a voi giudicare il risultato. Per quel che mi riguarda, nonostante sia consapevole che nei miei lavori i difetti ci sono sempre, quasta volta -una volta tanto- mi sento soddisfatta del lavoro svolto.
 
Vi lascio qualche immagine del mio "castello": la torta con il mio gazebo di Natale.
 
 
 



 



E con questo ultimo post per l'anno 2012, vi lascio augurandovi un sereno Natale e un migliore 2013.
Ne abbiamo tutti bisogno...
 
A presto,