mercoledì 7 luglio 2010

Diario di viaggio: la realtà, a volte, è più bella del più bello dei sogni.....


Eccomi qui, tornata a casa, felice di esserci, consapevole di aver vissuto un'esperienza straordinaria, e, proprio per questo, con un po' di rimpianto perchè sebbene ogni momento di questi quasi cinque giorni lontana dalla mia famiglia siano stati vissuti intensamente, minuto per minuto, sono trascorsi in fretta...troppo in fretta...
Questo diario comincia mercoledì pomeriggio, quando Michela approda a Pavia. La vado a prendere alla stazione insieme a Serena giudando la mia Turchina (chiamata anche "Turchy" la mia auto, una Opel Agila, da me battezzata con questo nome per via del suo colore: mi ricorda un cielo azzurro anche nelle grigie e uggiose giornate invernali). Mi trovo davanti praticamente una ragazzina dai capelli rosso tiziano, con occhi dolcissimi, e dall'aria sbarazzina. Una versione "Pippi Calzelunghe" dei giorni nostri... che sventola la mano per salutarmi...
Ci abbracciamo fortissimo, le nostre chiacchierate in chat e al telefono ci fanno sentire subito a nostro agio, ci conosciamo da tempo, ma...averla qui, accanto a me...è tutta un'altra cosa.
La sera andiamo a cena fuori, con mio marito e i miei bambini, e il giorno dopo, alle sette ci mettiamo in macchina per andare a Malpensa.
Salutiamo tutti e siamo lì, noidue sole...pronte per cominciare questo sogno, su cui abbiamo fantasticato per tanti mesi... e che ora sta per cominciare...
Dopo un paio d'ore trascorse a girare per l'aeroporto ed aver svolto tutte le formalità dell'imbarco eccoci sedute sull'aereo che ci porterà in UK...dove incontreremo il mio mito, l'uomo che mi ha fatto letteralmente sognare guardando quello che riesce a realizzare con un po' di ghiaccia reale, un conetto di carta ed un beccuccio in mano.
L'aereo rolla sulla pista, accelera e si stacca dal suolo. La mia mano stretta stretta in quella di Michela perchè la paura di volare mi assale, ma eccoci...stiamo già volando in alto. Sotto di noi le case diventano sempre più piccole. Dall'oblò riusciamo a vedere bene il paesaggio sottostante, oramai sotto di noi solo tanti quadratini verdi di intensità diversa. Presto attraversiamo il Canale de La Manica e, in breve, ci avvertono che abbiamo cominciato l'atterraggio.
Siamo perfettamente in orario. All'aeroporto di Heathrow ci sarà Kristina, la terza compagna d'avventura, e Vivian Lee ad aspettarci.
Vivian: ancora prima di varcare la soglia che ci porterà fuori dall'area passeggeri la vedo. E' appoggiata alla protezione e tiene in mano un cartone con scritto a caratteri cubitali "DONATELLA". 
Sventolo le braccia, la chiamo. Lei capisce che sono io e ricambia. Sembriamo tre amiche che si conoscono da sempre, invece, Michela l'ho incontrata solamente il giorno prima, mentre Vivian l'ho contattata solo due settimane fa...potenza della realtà virtuale...
Kristina ci avverte con un sms che il suo aereo è in ritardo, è atterrata anche lei qualche minuto dopo di noi, quindi con Vivian ci dirigiamo, in macchina, subito al Terminal 4 dove incontreremo Kristina.
Ora il problema è riuscire ad individuarla...Heathrow non è esattamente un aeroporto di piccole dimensioni...
Ci telefoniamo...per capire esattamente dove incontrarci. Mi dice che ha una grossa valigia rossa. Finalmente Kristina, ungherese con accento romano, mi chiede "Che..? Indossi una maglietta gialla tu???" Si, indosso una maglietta gialla..."Guarda un po' davanti...!!"
Una signora bionda con i capelli corti sta trascinando un enorme valigione rosso e contemporaneamente parla al telefono....guardando la valigia si direbbe che ha in mente di partire per il giro del mondo in 80 giorni, e si è portata tutto il necessario...invece starà qui con noi solamente tre giorni e quattro notti...
Ci abbracciamo, baciamo, salutiamo e presentiamo Vivian per almeno dieci minuti buoni...poi via, partiamo per Oxford.
Vivian ci sorprende ancora una volta per la sua gentilezza e disponibilità: ci accompagnerà lei in macchina fino a destinazione, quando, invece, pensavamo di stare con lei solo qualche ora e lasciarla alla stazione dei treni.
Quindi saliamo in macchina. Destinazione: un negozio di decorazione dove, ovviamente, vogliamo fare un po' di shopping (ecco il vero motivo della grossa valigia di Kri) e poi via verso Eynsham, un villaggio vicino a Oxford.

Non so dire qualte volte ci siamo perse. Kristina, che non appena toccato con il piede sinistro il suolo inglese comincia a parlare inglese quasi avesse vissuto qui per almeno una ventina d'anni, è il nostro navigatore...e non aggiungo altro.
Per la cronaca : Michela ed io, sedute nei posti dietro, ci limitiamo a dire quasi all'unisono "Yes, yes!" oppure "Really?" o ancora "Nice/Lovely!!". E questa è stata la nostra unica partecipazione ai dialoghi in inglese.
Finalmente arriviamo al negozio. Pausa per fare i nostri acquisti, ai quali aggiungiamo, all'ultimo momento, anche tre fruit cakes, le tipiche torte che gli inglesi decorano sia con la ghiaccia reale che con la pasta di zucchero: dobbiamo proprio assaggiarle per capire se si adattano al nostro gusto!!

Uscite dal negozio andiamo a mangiare qualcosa con Vivian e le porgiamo un piccolo regalo per lei: una collana realizzata da Anna, amica di Michela, con una magnifica rosa realizzata da Michela stessa in fimo. Vivian si commuove, noi anche: non riusciamo a credere che questa piccolo dono abbia toccato così tanto il cuore di questa meravigliosa amica incontrata qui per la prima volta: un uragano con gli occhi a mandorla, che, nonostante tutti gli impegni (Vivian è insegnante presso Squires Kitchen, maestra nella decorazione con la ghiaccia reale - l'erede di Eddie secondo me - che a vinto numerosi premi con le sue creazioni ed i suoi articoli sono pubblicati sulla rivista inglese pubblicata da Squires "Cakes & Sugarcraft") trova un giorno libero per incontrarci ed accompagnarci così lontano da dove lei abita!
Dopo qualche tempo riusciamo ad arrivare ad Eynsham (il navigatore Kristina "colpisce" almeno un paio di volte ancora), Vivian ci saluta fuori dall'albergo con la promessa di sentirci e, se riesce, di venirci a prendere ancora per accompagnarci all'aeroporto al nostro ritorno!!
Non riusciamo a credere di trovarci una persona tanto gentile!! Ovviamente cerchiamo di rifiutare...ma lei ci dice che si terrà in contatto.

Abbiamo due camere. La sorte decide che Michela e Kristina dormiranno insieme nella camera con il bagno mentre io in camera da sola, con il bagno all'esterno da condividere con un altro ospite "misterioso" dell'albergo.

Ceniamo e andiamo a dormire. Le giornate qui sono fresche, e la sera indossiamo le nostre felpe.

L'alba del giorno successivo mi trova alla finestra della mia camera. Non riesco proprio a dormire un po' di più. La giornata è grigia e piovosa, ma...chissenefrega...fra poco incontrerò il "MIO" Eddie!! Prepariamo tutto il necessario per il corso, facciamo colazione.
Kristina decide di assaggiare il tipico English breakfast e si trova davanti un piatto di salsicce, uova al tegame, fagioli, patatine fritte e quant'altro ( a seguire, durante la giornata al corso, ho sentito Kristina chiedere qualcosa per lo stomaco...non aveva digerito...chissà come mai?)..
Poi, armate di borse ed ombrelli, ci avviamo alla ricerca della casa di Annie, la signora che organizza il corso.
Attraversiamo a piedi questo grazioso villaggio con le case di pietra, alcuni tetti sono di paglia pressata, ammiriamo i piccoli giardini curatissimi e scattiamo qualche foto ai fiori.
Dall'interno delle case ci guardano un po' incuriositi. Alcuni abitanti ci sorridono. Un signore, dall'interno della finestra, mi vede fotografare una rosa bellissima ed esce sulla porta di casa, invitandomi a varcare il cancelletto per fotografarla meglio.
Una macchina si ferma appositamente per chiederci se abbiamo bisogno di aiuto...la gentilezza di queste persone è disarmante...
Dopo dieci minuti arriviamo a destinazione.

Ed eccolo: attraverso i vetri delle finestre di Annie vedo il "mio" Eddie, già vestito con la giacca bianca. I tavoli sono pronti. Tutto è pronto. Ci fermiamo un attimo a pensare se è il caso di suonare o no, con il cuore che ci batte forte. Poi squilliamo il campanello.

Ci accolgono con grande calore. Subito Eddie ci viene incontro. Ci abbraccia e ci bacia: è un omino piccolo, con i capelli bianchi ma con un entusiasmo travolgente...questo lo capiamo istantaneamente.
Arriva anche Annie, ci saluta con calore dicendoci che non vedeva l'ora di conoscerci....nei mesi passati l'abbiamo tampinata con una valanga di email...ma lei ha capito che la mia, quella di Michela e Kristina era entusiamo, passione pura!

Attendiamo ancora l'arrivo di qualcuno dei nostri compagni di corso. Nel frattempo incontriamo Anne.  Anne: incontrata anche lei sul forum inglese abbiamo cominciato a scriverci via email fin dal mese di Ottobre dello scorso anno. Fu lei, per prima, a spingermi ad iscrivermi a questo corso, dicendomi che se amavo davvero così tanto questo tipo di decorazione bisognava che facessi un viaggio di qualche giorno in Inghilterra e partecipare ad un corso con Eddie. Mi disse che lei aveva già partecipato già un paio di corsi tenuti da lui, che erano fantastici...
Ovviamente stava sfondando una porta già quasi aperta e non le ci volle molto a convincermi.
Anne: una bellissima donna di origini francesi che vive e lavora a Londra. Si è prodigata per noi in questi mesi affinchè avessimo tutto il necessario per il corso. Ha acquistato per noi tutta l'attrezzatura. Ha ricoperto con uno strato di ghiaccia reale le nostre tre dummy cakes (torte di polistirolo) oltre alla sua, in modo che ci trovassimo nella condizione ideale per cominciare senza ulteriori perdite di tempo. Ad Anne abbiamo regalato una bella sciarpa di uno stilista italianissimo che lei ha indossato subito con orgoglio, ed ancora per i giorni successivi.
Thank you again ANNE!!

Il corso comincia. Eddie ci consegna i modelli per realizzare i tre collars (le strutture rigide di ghiaccia reale) che andranno posizionate sulla torta e ci mostra come fare. Attacchiamo i modelli ai vassoi piani e li copriamo con del cellophane che ungiamo con del grasso vegetale in modo che i collars si possano staccare facilmente.
Lui passa da ognuno di noi. Appena sente che qualcuno è in difficoltà accorre. Kristina dice che ha la mano tremante ed è un po' timorosa. Lui le si avvicina, le sorride. Prende la mano di Kristina nella sua e le dice "Let's shake together.." (tremiamo insieme...) e l'aiuta a realizzare il contorno del primo dei tre collars che andremo a realizzare.
Ci incita a non essere preoccupati: dobbiamo soltanto divertirci : "Enjoy!"
Da quel momento Kristina non si è più fermata. Ha realizzato almeno il 95% della sua torta da sola. Eddie si è profuso in complimenti e esclamazioni di gioia, vedendo il suo lavoro. Io e Michela, più timorose, abbiamo realizzato solo il 50% della torta da sole.
Eddie ci ha spiegato come modificare la consistenza della ghiaccia reale semplicemente muovendola con una spatola sul piano di lavoro (paddle the icing).

Alla fine della giornata i tre collar erano pronti e messi ad asciugare.Chiacchierando con Eddie scopriamo che la sera ha prenotato un tavolo proprio al ristorante dell'albergo dove siamo noi...e come potevamo farci scappare l'occasione?? Ovviamente gli chiediamo di cenare insieme!! Lui accetta. Purtroppo la cena non è stata delle migliori, Eddie si è trovato davanti un piatto di salsicce carbonizzate poichè in cucina mancava lo chef del ristorante che era stato sostituito con un apprendista...questa, purtroppo, è stata una nota dolente.
Alla fine della cena abbiamo chiesto ad Eddie di assaggiare con noi una delle fruit cake che avevamo acquistato (a lui che è anche giudice in COMPETIZIONI per le fruit cakes!!!!).
Abbiamo spiegato che non ne avevamo mai assaggiata una. E' andato a prendere nella sua macchina un tagliere ed un coltello...ed ha tagliato la torta, l'ha assaggiata, proprio come avrebbe fatto in una competizione, l'ha criticata, dicendo che si sbriciolava troppo. Ha concluso che non era troppo male..."Not too bad..." quante volte gli abbiamo sentito ripetere queste parole nei tre giorni trascorsi insieme...
Quindi abbiamo assaggiato anche noi...e...sorprendentemente ci è piaciuta! Ci ha riportato in mente immediatamente i sapori del Natale e lo abbiamo detto ad Eddie che, infatti, ci ha detto che per loro è proprio la torta tipica del Natale, ma che viene usata anche per torte per cerimonie importanti.
Così abbiamo deciso che quest'anno a Natale proveremo a farla anche noi.
Alla fine della serata abbiamo salutato Eddie, Tracy e Natasha (altre due signore incontrate al corso che hanno cenato con noi), e, stanchissime, siamo andate a dormire.

Il giorno successivo comincia con una sorpresa: mentre facciamo colazione in albergo la ragazza che serve ai tavoli viene da noi chiedendoci se qualcuna tra noi si chiama "DONA". Capisco immediatamente che sono io, e, incuriosita, prendo la cornetta e l'appoggio all'orecchio. Dall'altra parte sento una bella voce di donna che mi dice che è Maureen...MAUREEN!!! LA MIA MAUREEN!!!
"MAUREEN!! MAUREEN!!! MAUREEEEN!!!!" Non riesco a far altro che continuare a ripetere il suo nome al telefono, senza riuscire a spiccicare quasi nessun'altra parola - anche perchè il mio vocabolario è davvero limitatissimo -.
Maureen, anche lei incontrata sul forum inglese, ci scriviamo spessissimo. Lei, con quarant'anni di esperienza alle spalle con la ghiaccia reale, risponde generosamente a tutte le mie domande, chiarisce i miei dubbi, mi incoraggia e mi critica, ma le sue non sono mai critiche "sterili" : ha sempre un consiglio per me  - ma non solo per me - perchè ha capito che voglio migliorare. Fu lei a raccontarmi la storia della ghiaccia reale, che ho poi pubblicato sul mio blog.
Purtroppo il mio inglese mi permette di comprendere solo il 10% di quello che dice, e la telefonata si svolge quasi a senso unico, con lei che parla e io che il più delle volte le dico che non ho capito quello che dice. Decido quindi di passarla a Kristina, ma anche lei, all'inizio, ha qualche problema a comprendere - e questo un po' mi consola... Sono così felice di aver avuto la possibilità di parlare con la mia dolce Maureen. Avremmo voluto incontrare anche lei in questo nostro viaggio, ma i tempi strettissimi e la lontananza non ci hanno permesso di fare altrimenti.

Dopo colazione ci avviamo a casa di Annie: abbiamo una giornata molto impegnativa davanti a noi. Prendiamo i collars oramai asciutti, realizziamo l'albero i fiori e le foglie a mano libera, sul secondo collar realizziamo la staccionata, sempre freehand. Quindi cominciamo a realizzare i puntini e la piccola decorazione a "running beads" attorno ai collars. Un lavoro di grande pazienza. Quindi la decorazione a tralci e fiori all'interno delle lunette.Una vosta terminata arriva la parte più impegnativa: realizzare la bimba. In men che non si dica Eddie ci fa vedere come fare a creare la bambina. Lui è velocissimo: la sua mano esperta crea viso, mani, braccia, cuffietta e tutta la bimba nello spazio di qualche minuto soltanto. Poi velocemente ne realizza un'altra. Quindi tocca a noi.
Della mia io ho realizzato i piedi, il braccio che regge la paletta la paletta l'innaffiatoio e il pancino scoperto. Il resto è mano di Eddie. Ancora una volta Kristina non si è lasciata intimorire dalla difficoltà della decorazione e si è lanciata, col suo solito coraggio, realizzando la bimba con grande maestria.

Nel corso della giornata Eddie ci tiene una lezione su come realizzare la ghiaccia reale utilizzando l'albume secco  ed utilizzando il Kenwood (ovviamente per grandi quantitativi). Ora capisco che come la faccio io non va bene: devo riprovarci una volta tornata a casa.
Al termine della giornata siamo abbastanza stanche.

La sera decidiamo di cenare in un ristorante indiano con Anne e Natasha. Anne, più pratica di noi, ordina una quantità di pietanze smisurata per la gioia di Kristina che, continua a borbottare "Vojo magnà!! C'ho FAMEEEE!!!" (ho dimenticato di precisare che per tutta la durata del corso a parte tè e caffè, distribuiti a profusione per tutto il giorno "nun se magnnava niente" - parola di Kri!).
Michela, già magrissima, è tornata a casa dimagrita di almeno un paio di chili, penso...anche perchè quando si trovava davanti un po' di cibo, c'era sempre qualcosa che le impediva di mangiare.
Un esempio per tutti. Ristorante indiano. Abbiamo davanti una serie di piatti. In uno di questi c'è qualcosa che potrebbe vagamente assomigliare ad un peperone verde immerso in una salsa di pomodoro. Michela, che adora le verdure, prende la forchetta e lo mangia. io faccio lo stesso...ma proprio in quel momento sento l'urlo di Kristina, che come al solito ci aveva precedute, grida "MA CHE SCHIFOOOO!!!"  Io, che avevo appena appoggiato il peperone sulla lingua, sento immediatamente bruciare le papille gustative e, senza alcuna vergogna, mi tolgo di bocca il "peperone" e lo metto nel mio piatto. Guardo Michela che improvvisamente è ammutolita: è rossa come un peperone - per l'appunto - e comincia ad ingoiare bicchieri interi di acqua e pezzi di pane indiano...Il tutto tra le risate di tutte noi che assistevamo impotenti alla scena.
Inutile dire che Michela, dopo quel primo boccone che le ha bruciato pure le pareti dello stomaco, poco ha mangiato...
Aggiungo solo che ad un certo punto, dopo tutti i nostri schiamazzi, il cameriere, indiano pure lui, ha chiuso le tende completamente oscuranti della vetrina che avevamo accanto, creando quasi il buio assoluto...e lì abbiamo intuito che forse fosse il caso di alzarci ed andarcene...

Il giorno successico cominciamo la decorazione del top della torta: Eddie si spiega come creare la nuvola ritagliando velocemente un modello di carta che, posizionato sulla torta dovrà essere spennellata con il colorante azzurro in modo da creare il cielo sfumato attorno ad essa.
Un altro pezzo di carta,  posizionato a due diverse altezze e spolverato sui bordi di colorante vede con la stessa tecnica crea il prato verde.
A questo punto procediamo con la decorazione della parete della torta. Eddie spiega come fare, e questa riesco a realizzarla quasi totalmente da sola. Quindi cominciamo la decorazione del vassoio. Ancora un cartomodello con la forma del collars a punte e con la sac-à-poche e beccuccio n. 2 dobbiamo seguirne il contorno. Poi realizziamo la linea più esterna che termina con i riccioli. Ora dobbbiamo ripassare sopra la linea che abbiamo realizzato in precedenza con il beccuccio n.1. Realizziamo una decorazione a running beads nel punto di giuntura della torta al vassoio e anche quella vicino al bordo ( sulla mia a Fleur de Lys).

Comincia la costruzione del top della torta. Delicatamente stacchiamo il primo collar dal cellophan (quello che ha anche l'albero) e lo attacchiamo con la ghiaccia reale alla torta. Stacchiamo con tutte le precauzioni la bimba, il braccio che regge l'innaffiatoio, che è stato realizzato separatamente e con un po di ghiaccia reale la attacchiamo in modo che rimanga un po' staccato dal top (per dare un effetto tridimensionale) quindi attacchiamo il braccio alla bimba e creiamo la manica della camicetta. Attacchiamo anche il vaso con la piantina. Tutte operazioni delicatissime, che essendo la prima volta, ho lasciato fare a lui.
Quindi posizioniamo il secondo collar, che ha la staccionata attaccata. In questo modo la decorazione è su tre piani diversi e crea un effetto tridimensionale bellissimo. Kristina si dispiace perchè, avendo fatto tutto da sola, si accorge che la staccionata copre quasi totalmente l'innaffiatoio... Eddie capisce subito, e, quando Kristina si allontana, stacca il pezzo più alto della staccionata, lasciando tutto il resto intatto...Ora sulla torta di Kri tutto è visibile e perfetto.
Posizioniamo il terzo collar, quello rotondo ad anello. La torta è praticamente finita...manca un ultimo tocco da maestro...DEL MAESTRO...
Eddie passa da ognuno di noi e con il suo conetto pieno di ghiaccia realizza in qualche minuto la decorazione a scrolls sopra l'ultimo collar ad anello...credo nessuno di noi sarebbe stato in grado di farlo da solo...

La torta è terminata.
Prima di finire la giornata Eddie ci mostra come realizzare diversi tipi di scritte e come abbellirle. Noi non possiamo far altro che rimanere in silenzio ed ammirare. Lui, ogni volta che termina una decorazione si commenta da solo e dice "Not too bad...". Il maestro.
Più di una volta ci ha incitati ad insegnare quello che lui ci stava insegnando...per evitare che l'arte della ghiaccia reale muoia...
Sentirlo dalla sua viva voce, da lui che ha sessant'anni d'esperienza, ha rafforzato ancora di più il mio impegno in questo senso.

Annie prende ognuna delle nostre torte e le fotografa per metterle nella galleria del suo sito. Noi tre, a turno, ma anche contemporaneamente cominciamo a piangere...abbracciamo Eddie, ci piange il cuore al pensiero di lasciarlo.
Lui, sorprendentemente si commuove e piange...ci dice tra le lacrime che si è sentito molto onorato di avere avuto tre persone che sono venute appositamente dall'Italia per seguire un suo corso.Lui.
Abbiamo tentato di spiegargli che, invece, è stato un onore per noi potervi partecipare.
Abbracci e saluti sono continuati anche in strada...fino a quando lo abbiamo lasciato...con la promessa di rivederci, di tenerci in contatto e di ritornare al più presto (cosa che faremo l'anno prossimo!!!)

Di questa esperienza non dimenticherò mai il sorriso di Eddie, la sua semplicità, la sua energia, la sua generosità espressa dalla sua voglia di insegnarci nel migliore dei modi e quanto più possibile con l'esatta intenzione di "passare" a noi  "studenti" TUTTA la sua conoscenza.

La consapevolezza di aver conosciuto una persona davvero eccezionale,  umanamente e professionalmente.
Quando l'ho abbracciato per l'ultima volta, prima di andare, l'ho stretto forte forte a me...e non avrei voluto lasciarlo andare via più...
Alcune foto che pubblico sono di Nick, (THANK YOU NICK!!) l'unico uomo partecipante al corso, gli ho chiesto il permesso di copiarle e di pubblicarle. Questo è il suo sito, dove se vorrete dare uno sguardo, troverete altre foto del corso a cui abbiamo partecipato:


Vi lascio qualche foto.
Questa, assieme a quella di inizio post, è la mia torta:



La torta di Kristina:


La torta di Michela...



Vivian Lee : un uragano dagli occhi a mandorla...


Eddie, Michela - sulla sinistra - ed io - con gli occhiali azzurri...


Kristina al lavoro...



Carnevale inglese nel villaggio: scatto qualche foto...


Il nostro albergo...


Eddie ci mostra come realizzare e abbellire le scritte con la ghiaccia reale...


Un lavoro di Eddie...a tempo perso....


Eddie ed io, l'ultimo abbraccio...




Noi tre, al pub a bere sparkling water, con Anne, che scatta la foto.

Di Kristina mi rimarrà il ricordo di un'ungherese con l'accento romano, con un coraggio da leone, una generosità incredibile e un'entusiasmo contagioso...
Le frasi: "All streets lead to Rome" e "Tomorrow is another day" rimarranno per sempre impresse nella mia memoria... :)

Della mia dolce Michela...beh..che dire? Nel corso del viaggio si è un po' limitata con le sue "freddure" un po' perchè indossavamo sempre la felpa (ah, ah, ah!) un po' perchè in inglese, forse, non le sarebbero riuscite altrettanto bene...verlo? (appena mi mandi la foto della tua torta la aggiungo...) Rimane per me una persona speciale, che mi ha contattata ed, esattamente come Eddie, non ho più lasciato andare via...

Concludo questo diario di viaggio (o di un sogno divenuto realtà) aggiungendo che siamo riuscite a tornare sane e salve a casa con le nostre torte, contrariamente a tutte le aspettative. Come dicevo tempo fa gli inglesi hanno la cultura delle torte decorate - e non - quindi, sebbene avessimo due bagagli a mano (la borsa e la torta) non abbiamo incontrato alcun problema all'aeroporto.

Purtroppo la scatola che conteneva la torta di Kristina, nonostante tutte le raccomandazioni, nel passare i controlli, si è quasi capovolta e purtroppo una delle lunette del secondo collar si è rotta. Quando ha inviato a Michela e a me il messaggio dicendoci quel che le era accaduto, siamo rimaste di sasso, partecipi del suo dispiacere ma, purtroppo, impotenti.

Eddie ha autografato la copia del suo libro che, naturalmente, avevo portato con me. Mi ha scritto una dedica, esattamente come ha fatto con Michela e Kristina.
Mi rimane il suo ricordo, e l'anticipazione di quasi un anno prima che possa partecipare ancora ad un suo corso (eh si...ne abbiamo già prenotato un altro eh...)..
Ma anche un foglietto, dove ho scritto il suo indirizzo...ed un messaggio sul cellulare che ho trovato questa mattina: un breve testo che dice che è stato un piacere conoscerci e non vedono l'ora di incontrarci ancora. Baci e abbracci.
Firmato: Eddie & Tracy.

Donatella


martedì 29 giugno 2010

Extension work...ancora esercizi prima della partenza ;)


Cercando di concialiare il tempo -poco- che ho, gli impegni familiari, che mai come quest'anno mi assorbono quasi completamente, e la mia voglia di sperimentare ed esercitarmi...ecco quello che ho combinato negli ultimi giorni (esercizi realizzati all'alba...mi alzo prestissimo per trovare il tempo per fare queste cose...).

Tutto nasce dal prossimo viaggio che faremo Kristina, Michela ed io: giovedì prenderemo il nostro aereo che ci porterà alla volta di Oxford dove seguiremo un corso di tre giorni - full immersion - con  EDDIE SPENCE!!!

Ovviamente tutto è partito dalla sottoscritta, diversi mesi fa, verso la fine dello scorso anno...e dopo essermi assicurata che la cosa fosse possibile...beh...cosa potevo fare se non coinvolgere le mie dolci compagne di scorribande con la ghiaccia?
La prima ad accettare è stata Kristina che, dopo una notte in bianco trascorsa tra timori e voglia di affiancarsi a me, mi disse anche che ero un  DIAVOLO TENTATORE e, a seguire, Michela che ancora oggi mi chiama amorevolmente "stregaccia"...
Così eccoci qui, alle prese con beccucci ed attrezzature varie pronte per essere messe in valigia...

In un primo tempo pensavamo di portarcene una in più ,vuota, un po' spaziosa, e... infilarci furtivamente il "MIO" Eddie - tanto è un ometto piccolo e in valigia ci starebbe - così da portarcelo in Italia con noi...poi abbiamo cominciato a litigare, soprattutto io e Kristina, su come fare a dividercelo, ma soprattutto su chi delle due dovesse tenersi le SUE mani :D
Alla fine abbiamo deciso di lasciarlo stare lì dove sta, nel suo paese, anche perchè Michela aveva cominciato a sostenere che "tra i due litiganti il terzo...gode!" ...
Eh...no, eh!!! Non potevamo proprio permetterlo!!

Abbiamo sognato, e lo stiamo facendo ancora, questo viaggio per tutto l'anno...siamo piene di dubbi paure, emozioni ed eccitazione...
Ognuna di noi tre ritiene che sarà l'unica ad essere ricordata da Eddie per la sua totale impossibilità a produrre qualcosa di decente...personalmente penso che la più incapace sarà la sottoscritta, e non solo, temo che mi ricorderà anche come la donna dalle mani più tremolanti mai conosciuta...con l'ambizione di lavorare con la ghiaccia reale, roba da matti...
E a peggiorare la mia situazione emotiva c'è anche il fatto che indosserò pure una bellissima giacca professionale, con tanto di nome ricamato in ROSSO (la mia Tamara - blunotte - me la regalò qualche mese fa quando venne a trovarmi proprio in previsione del viaggio...e fu per me un momento di gioia assoluta!) ...così sarà pure difficile confondermi con qualcun'altra.... ah, ah, ah!!
Mi viene da piangere...e da ridere al tempo stesso...
Se a questo aggiungiamo che nessuna delle tre parla correntemente l'inglese, e che Eddie ha anche un forte accento scozzese...diciamo che le premesse non sono certo rosee...

Ma....sono sicura che questo viaggio sarà un momento di arricchimento, un modo per conoscere personalmente le mie amiche di chat, che non ho ancora mai incontrato di persona, e che sono persone così speciali per me...e mi auguro di essere lo stesso per loro.
Di una cosa sono assolutamente certa: CHE SARA' UN MOMENTO DI PURO DIVERTIMENTO!

Detto questo, vi lascio, con qualche foto di questo mio esercizio :
Extension work realizzati su due livelli con il secondo "ponte" che poggia direttamente sulle linee verticali di quello sottostante. Ovviamente è impreciso e, realizzando il ricamo della parte superiore, ho anche rotto una delle linee verticali, che ho cercato di riparare, con scarsi risultati, ma beh...per imparare per poi migliorare, da qualche parte bisogna pur cominciare..no?

Cercherò di annotare tutto in modo da scrivere un diario...di un sogno che si è avvera, perchè ho sempre sognato di poter seguire un corso con Eddie Spence sin da quando vidi per la prima volta la foto di una sua torta...

La vita, fortunatamente, qualche volta ci riserva sorprese che non troviamo nemmeno nei sogni più belli...e l'avventura che sta per cominciare è una di queste...

Ciao, ciao, ciao a tutte voi che mi seguite, che mi sopportate e supportate...grazie per gli auguri di buon viaggio che mi avete inviato...e

ARRIVEDERCI A PRESTO!!!!!














Donatella
aka Ivy Icing


sabato 26 giugno 2010

Un piccolo parasole...in ghiaccia reale, ovviamente :o)



Della serie "sto facendo tanto esercizio" :)

Prima di partire per l'Inghilterra - ebbene sì, tra qualche giorno parto con due amiche: vado nella patria della decorazione - ho pensato bene di fare un po' di pratica.  E' da moltissimo tempo che volevo realizzare un ombrellino in ghiaccia reale, ed eccolo, alla fine ci sono riuscita!!

Decorare con conetto e beccuccio su una superficie semisferica non è proprio la cosa più semplice del mondo, ed in effetti di imprecisioni ce ne sono tante, ma quando sono riuscita a toglierlo dallo stampino senza che cadesse in pezzi...beh...NON POTEVO CREDERE AI MIEI OCCHI!!

Per realizzarlo ho usato i beccucci n. 0 e n. 1. Ho leggermente unto (io uso il TREX - che mi è stato gentilmente regalato da una mia cara amichetta ;) - una specie di margarina inglese simile al Crisco) e ho cercato di decorare sopra lo stampino di metallo semisferico. Alcuni punti li ho ripassati due volte, in modo che fossero più resistenti. Poi ho lasciato seccare per almeno 1 giorno.
Al momento di staccare la cupoletta ho preso lo stampino e, tenendolo tra le mani, l'ho passato sopra il fornello più volte - tenendolo alto ovviamente - in modo che il grasso che avevo spalmato si sciogliesse...e, tempo qualche secondo, l'ho capovolto... ET VOILA' : la cupoletta mi e caduta in mano...perfettamente integra!

Quante volte nel corso di questo anno e mezzo ci ho provato e riprovato, ahimé, senza successo!!

Con un po' di pastigliaccio ho creato la base all'interno dell'ombrellino e ci ho infilato uno stuzzicadente a cui avevo aggiunto il manico ricurvo. Quindi ho attaccato il tutto con della ghiaccia.
Ho dipinto lo stuzzicadente con del colorante bianco in polvere diluito con poca acqua e quando tutto si è asciugato ho realizzato le smerlature sul bordo dell'ombrellino.
Per finire ho attaccato, sempre con un po' di ghiaccia reale, delle piccole roselline in pasta di zucchero - che avevo già pronte - e le ho sistemate all'interno dell'ombrellino per masherare il punto dove avevo attaccato lo stuzzicadente alla cupola, e qualche altra vicino alla giuntura del manico ricurvo.

Ecco il particolare della cupola:



Lo conserverò per una prossima torta...chissà quando troverò il tempo di farla...ma per ora sono proprio contenta di esserci riuscita :)

A presto, per un ultimo post prima della partenza....

Donatella
aka Ivy Icing


mercoledì 23 giugno 2010

Come realizzare i conetti di carta forno - step by step



Sono un po' in ritardo, ma come promesso, ecco il passo passo per realizzare i conetti di carta forno. La qualità delle foto non è eccelsa, come spesso mi accade - ma in fotografia sono ancora alle primissime armi eh...-, ma spero di essere riuscita a spiegare nel modo più chiaro possibile.

Cominciamo quindi.

Step 1

Partiamo da un rettangolo di carta forno che abbia le dimensioni di 33 x 31 cm. (questa dimensione può essere anche variata, ed ovviamente varieranno anche le dimensioni dei conetti...è una misura di riferimento, diciamo, ma serve per dare un'idea).




Step 2

Pieghiamo in questo modo, facendo combaciare le punte, ed otterremo due triangoli. Tagliamo nel senso della lunghezza:


Step 3

Ora prendiamo le due punte che stanno all'estremita del lato più lungo di uno dei due triangoli che abbiamo ottenuto, facciamole combaciare e pieghiamo. A questo punto tagliamo ancora ed otterremo due triangoli di carta forno, di misura media diciamo, che misureranno la metà di quello grande (nella foto è il secondo triangolo da sinistra).
Quindi prendiamo ancora uno di questi due triangoli di misura media e ripetiamo ancora la stessa operazione: otterremo così due triangoli di carta forno di misura piccola (nella foto sono quelli su cui è appoggiato il mio coltello).
Questo modo ti tagliare il nostro foglio ci ha permesso così di ottenere:

1 triangolo grosso - che servirà per realizzare un conetto di carta forno grande;
1 triangolo medio - che servirà per realizzare un conetto di carta formo di media misura;
2 triangoli piccoli - che serviranno per realizzare due conetti di misura piccola.

Ovviamente potremmo scegliere se ottenere solo triangoli piccoli - in questo caso da un solo foglio ne otterremo otto;
Oppure solo 4 di misura media, o ancora solo due di misura grande.


Step 4

In questo caso noi vogliamo realizzare un conetto di piccole dimensioni quindi useremo il triangolo più piccolo. Posizioniamolo con la punta verso il basso. Mettetiamo la mano destra, palmo rivolto verso l'alto, sopra il triangolo in modo he il nostro pollice tocchi la punta di destra del triangolo. Aiutandoci con l'altra mano afferriamola e, una volta afferrata, la mano sinistra comincerà ad avvolgere la carta forno attorno al cono che man mano si formerà, come si vede nella foto sotto:


Step 5

Facciamo un giro completo:



Step 6

I due lembi - quello che teniamo ancora nella mano destra e quello della mano sinistra - devono arrivare a sovrapporsi. Guardiamo all'interno del conetto : la punta dovrà essere completamente chiusa. Per fare sovrapporre i due lembi posizioniamo i due pollici all'interno del conetto e facciamo scivolare la carta forno con il polpastrello del dito indice delle nostre mani:


Step 7

I lembi dovranno sovrapporsi in questo modo:


Step 8

A questo punto pieghiamo all'interno del conetto le punte e serriamo bene:


Step 9

Con una forbicina pratichiamo due tagli paralleli dove abbiamo piegato le punte all'interno, facendo in modo che i due tagli siano un po' laterali rispetto alla giuntura del conetto e pieghiamo l'aletta che abbiamo creato all'interno del conetto. In questo modo il conetto rimarrà fermo senza correre il rischio di "svolgersi":





Ecco, il nostro conetto è fatto! Nella foto sotto si vede quello piccolo ed uno che ho realizzato con lo stesso sistema con il triangolo più grande - per far notare la differenza di dimensioni -.
A questi conetti taglieremo la punta,  inseriremo all'interno i beccucci e li riempiremo di ghiaccia reale quando dovremo decorare.



Ma ora proviamo a realizzare un conetto che ci permetta di utilizzarlo senza i beccucci all'interno.

Step 1

E' IMPORTANTE CHE IL LATO LUNGO DEL TRIANGOLO SIA NETTO - non irregolare - perchè solo in questo modo il conetto, alla fine, potrà chiudersi completamente.
Prendiamo il nostro triangolo di dimensioni medie e ripetiamo l'operazione di prima: afferriamo con la mano destra il lembo destro e con la mano sinistra cominciamo ad avvolgerlo attorno al cono che si formerà:


Step 2

Continuiamo ad avvolgerlo : quando abbiamo realizzato il conetto di prima abbiamo fatto in modo che i due lembi si ritrovassero, sovrapponendosi, dopo un giro completo. Per realizzare questo conetto, invece, continuamo ad avvolgere ancora : i due lembi dovranno sovrapporsi dopo due giri completi:







Step 3

Otterremo questo:


Step 4

Posizioniamo ancora i nostri pollici all'interno del conetto e aiutandoci con le altre dita facciamo "scivolare" la carta forno in modo che la punta del conetto si chiuda completamente e guardando il conetto dall'interno non si veda alcun passaggio di luce.




Step 5

La chiusura dovrà risultare come nella foto sotto:


Ripetiamo l'operazione già fatta quando abbiamo realizzato il conetto piccolo: pieghiamo all'interno le punte che si sono create, serrando bene, e con la forbicina pratichiamo due piccoli tagli paralleli, in modo da formare un'aletta. Pieghiamo all'interno del conetto l'aletta che si è formata.

Ecco i conetti : li ho realizzati nelle tre dimensioni - piccola, media e grande - da utilizzare con i beccucci. Quello davanti è più appuntito, la differenza si nota. A questo conetto basterà tagliare la puntina -poco poco- una volta riempito di ghiaccia reale, a seconda di quanto vogliamo che si sottile il filo che ne fuoriuscirà.

Con questo conetto ho realizzato, velocissimamente, l'esempio che vedete nella foto in cima al post :)



Qui sotto, invece, si vedono due conetti con al loro interno i beccucci:



Spero di essere stata chiara: ho cercato di spiegare al meglio con l'ausilio delle foto, ma nel caso ci fossero ancora dubbi...beh...non esitate a chiedere.

Donatella
aka Ivy Icing

lunedì 14 giugno 2010

...Lo zucchero filato... :o)

12-13 Giugno 2010, il saggio di danza classica. Serena per la prima volta si esibisce sulle punte!
Zucchero...doveva entrarci per forza anche nel saggio: infatti eccolo ancora...
Serena interpreta il ruolo dello "zucchero filato" nel balletto liberamente ispirato dal libro "La Fabbrica di Cioccolato" di Rohal Dahl.
Giorni frenetici vissuti tra prove a teatro, rifinitura dei costumi di scena, trucchi...insomma un'emozione da vivere fino alla fine.
Vederla sul palcoscenico, così diversa dalla bimba che era fino a poco tempo fa...dolcissima nel suo ruolo, nel suo costume tutto bianco...
Che dire...emozionante è un termine davvero riduttivo...
In attesa delle foto ufficiali ha voluto che la fotografassi anche a casa, tra le braccia il bouquet che le ho regalato - la tradizione vuole che ogni ballerina riceva il suo omaggio floreale al termine dello spettacolo - e che le è piaciuto tantissimo.
Sono sempre reticente a postare foto dei miei bambini in rete, ed ho scelto quindi quelle in cui lei è meno facilmente riconoscibile; l'unica in cui si vede in viso l'ho sfumata...ma volevo condividere con voi questo momento così speciale..





Il bouquet e le scarpette con le punte di gesso...







Ora è stanchissima, felice e... dispiaciuta al tempo stesso, perchè questo momento intenso dura sempre troppo poco...
Per quel che mi riguarda, vale la pena attendere un anno per vivere l'emozione che lei mi regala ogni volta...
A presto,
Donatella


venerdì 11 giugno 2010

Amore....semplicemente...


Lo so, lo so...questo post avrebbe dovuto essere il passo passo per realizzare i conetti di carta forno...ma lo realizzerò e posterò a breve...PROMESSO!! :)
Come spesso mi capita quello che cerco di programmare, beh...con la famiglia che mi ritrovo, gli impegni e gli...extra, non sempre rispetto le scadenze,...eppure ci metto tutta la mia buona volontà...!!
Ed in effetti queste cinque bomboniere non erano affatto programmate, mi sono capitate tra "capo e collo" così...
Niente di speciale, è vero, ma posso garantire che mi hanno quasi tolto il sonno...ma perchè, vi chiederete?
Ebbene, per realizzare una margherita non ci vuole, dopotutto, una grande abilità...ma fare in modo che la decorazione di una bomboniera per un matrimonio, che abbia come tema centrale la margherita, non risulti banale o scontata, che richiami la delicatezza e la semplicità che mi erano stati richiesti...beh...è tutt' altra cosa.
Quindi dopo parecchie prove, sottoposte anche a mia figlia Serena, giudice spietata nei miei confronti, ecco quello che ho combinato.
Gli ovali su cui è posizionata la margherita in pasta di zucchero (addizionata con cmc), sono in ghiaccia reale. Il contorno a "perline" sempre in ghiaccia.










Ora corro subito a prendere il cesto del cucito ( ma guarda un po' cosa mi tocca fare......io che non ho quasi mai preso in mano un ago in vita mia...mannaggia!!) poichè devo cucire degli elastici alle scarpette di danza di Serena...che debutta sulle punte, per la prima volta, nel saggio di danza che si terrà domani e domenica sera - balla tutt'e due le serate -ED E' ECCITATISSIMA!!
Un grande saluto a tutte...e a prestissimo!! ;)
Donatella