martedì 26 ottobre 2010

L'Elba, Paola ed io....ricordi d'estate...




Nostalgia....

Quando Paola, prima dell'estate, mi scrisse invitandomi a casa sua con tutta la famiglia, la mia riservatezza non mi aveva fatto considerare troppo seriamente la proposta.
Poi, invece, complice una situazione familiare difficile, ho cominciato a pensarci seriamente, e, dopo averne parlato mio marito e la truppa, decisi di accettare.

Paola abita all'Isola D'Elba. Un isola piena di colori, piccola, ma non troppo: proprio come piace a me. E lei è deliziosa: mi affascina subito con il suo calore, il suo sorriso e per la sua nobiltà d'animo. Una persona  davvero da scoprire.

Così, quando le chiedo cosa posso fare per lei, con gli occhi che le luccicano, mi dice che avrebbe da preparare una torta di Battesimo per due gemellini...e ovviamente mi offro di aiutarla.

Ricordo con tanta dolcezza le mattine all'alba nella sua cucina, con una grande caffettiera piena di caffè fumante già pronto e zuccherato che aspetta me e la sua famiglia.
Paola che mi insegna come capire, guardando il mare,  quando c'è vento di Scirocco e quando, invece, c'è vento di Tramontana.
Il marito che si accommiata da lei con un bacio, facendo il conto dei "beccucci" che avrebbe potuto acquistare con una giornata di lavoro.. :)
Le sirene dei traghetti che arrivano in porto...
E lo sfiato del compressore dell'ospedale, vicino a casa sua, che si sente, di giorno e di notte, con mio marito che esordisce con:  "...quando torno a casa compero un silenziatore e glielo spedisco...così dormono tranquilli..!"...il solito brontolone... :D

Quindi, per qualche mattina ci ritroviamo, a preparare le decorazioni che andranno sulla torta. Decidiamo di realizzare una placca rettangolare che Paola posizionerà su un Pan di Spagna che verrà successivamente ricoperto di panna montata, sulla quale posizioneremo due carrozzine a tecnica runout e qualche decorazione floreale.
E i fiori in pasta di zucchero e perline che contorneranno la torta.

Lo sfondo della placca lo realizziamo con la stessa tecnica che mi ha insegnato il "mio" Eddie, poi le carrozzine a runout, che dipingo con morivi floreali rosa, per la femminuccia e azzurri per il maschietto. L'umidità dell'isola non aiuta, quindi le carrozzine hanno la superficie un po' opaca, ma Paola non ci fa caso, mi guarda e cerca di imparare tutto quello che può.

Ne risulta una decorazione leggera, adatta alla cerimonia.

Paola mi ha inviato queste foto solo due giorni fa. Purtroppo non sono il massimo, e se ne scusa con me, ma io sono comunque felice di vederle, perchè mi ricordano quel tempo trascorso insieme a lei.

Quando mi scrive  "...mi sono emozionata a rivederti nella mia cucina mentre decori : è la prova che davvero sei stata qui e non ho sognato ..." ecco...quella foto serve a convincere pure me, che non ho sognato davvero, perchè il tempo trascorso con lei, conosciuta da così poco tempo nel Web, è stata una delle più belle sorprese dell'estate scorsa.
Ogni tanto guardo fuori dalla mia di finestra, e immagino che come per magia, gli alberi quasi completamente spogli  che vedo, possano svanire davanti a me, lasciando il loro posto al mare e allo scoglio che invece vede lei dalla sua.




Grazie Paola.

Donatella

venerdì 8 ottobre 2010

Corso di decorazione sulla ghiaccia reale a Milano 30 e 31 Ottobre 2010 - in collaborazione con Silovoglioweddingplanner


Tutto succede qualche tempo fa, quando Adriana,  di Silovoglio, mi contatta chiedendomi la disponibilità a tenere un corso di decorazione.
Detto... fatto! La data era già decisa quindi, dopo qualche email e un incontro quia Pavia ecco che parte l'organizzazione.
Sulla mia bacheca di facebook già da qualche tempo c'è questa informazione. Io però ho voluto pubblicarlo  qui sul mio blog solo dopo aver realizzato i lavori che proporrò al corso.

Il corso si terrà a Castelletto di Cuggiono, "Scala di Giacobbe", ed è organizzato  a  due moduli di quattro ore per la giornata del 30 Ottobre e un unico modulo di otto ore per la giornata del 31.

Nel primo modulo, adatto ai principianti, impareremo la tecnica Brush Embroidery. Realizzeremo la placca con i fiori  e farfalla che vedete nella foto qui sotto.

Il secondo modulo, intermedio, prevede l'uso di beccucci n. 0 e la realizzazione della placca a tecnica Broderie Anglaise bianca su base rosa antico, di cui ho messo la foto.

Durante il terzo modulo di otto ore, intermedio, realizzeremo insieme una dummy cake - torta di polistirolo - tutta bianca con piccoli fiori, perline, Garrett Frill, Embroidery sulle pareti della torta e lace pieces.
Io ho usato i beccucci n.0  per  i laces ma chi avesse molte difficoltà potrà realizzarli con beccucci n. 1. L'importante è imparare la tecnica...poi con un po' di pazienza si potrà realizzarli anche con il n.0.
Useremo il mitico zucchero inglese Tate&Lyle, quindi non avremo problemi di...beccucci otturati.

Concludo questo post segnalando che per ognuno dei tre moduli è prevista la preparazione della ghiaccia reale ed una spiegazione sulle varie consistenze.

Chi fosse interessato può inviare una email a :


o seguire questo link di facebook.

La placca a Brush Embroidery:



La placca a Broderie Anglaise:




Qualche foto della torta:






Sarà un piacere conoscere quelli di voi che vorranno venire...:o)

Donatella

martedì 28 settembre 2010

Wedding Cake Topper : Due cuori...e una casetta!!! :o)





Un mattino soleggiato della scorsa estate, mentre cercavo di "tenere a bada" la mia vena creativa, obbligandomi a dedicarmi alle faccende domestiche, mi squilla il cellulare.
Dall'altra parte c'è Manuela, una dolcissima signora veneta, che mi racconta che Cinzia, sua sorella, sta per sposarsi.

Così comincia la conversazione. 
Cinzia si sposerà in seconde nozze. Manuela comincia a raccontarmi di quella volta che aveva trovato la sorella con lo sguardo sognante, davanti ad una bellissima foto, immaginando  di potere avere anche lei, in occasione del suo matrimonio, quel topper per la sua torta di nozze.

Parliamo della foto intitolata "Due cuori e una capanna" di Paola Lazzari, ovviamente. Questa. Proprio una delle persone che ammiro di più.
Mentre parlo con lei, mi trovo a ricordare  quando e quanto ci avevo sognato anch'io...quante volte ero andata a guardarla...cercando di cogliere ogni piccolo particolare...
Manuela prosegue, dicendomi  che Cinzia e Damiano hanno ristrutturato un vecchio fienile  che diventerà la loro futura casa. Cinzia dice che la casetta realizzata da Paola le ricorda la sua, cioè quella che oramai tutti in paese, chiamano "la casetta delle fate".
Manuela mi spiega anche che da quel momento sta cercando qualcuno che possa coronare il sogno della sorella... e si rivolge a me per cercare di realizzarlo.

Sorrido a questo pensiero: la casetta è anche uno dei sogni che è nel "mio cassetto": uno di quei progetti che mi riprometto di fare...e non ho mai il tempo di realizzare davvero.
Quindi le dico subito "Si, ci provo!".

Manuela mi racconta che il colore dominante del matrimonio sarà il rosso. Rosso sarà l'abito indossato da Cinzia, rosse le fatine che Manuela sta confezionando come bomboniere, confetti di Sulmona confezionati a fiori rossi...coccinelle e piccole mele rosse distribuite sui tavoli qua e là...
E Cinzia, che sogna la casetta di Paola, ma con fiorellini rossi...

Il rosso: bellissimo colore, ma insidioso.
Realizzare la casetta per Cinzia con fiorellini solo di questo colore mi pone immediatamente un problema:  i fiori tutti rossi potrebbero risultare troppo "violenti", quindi avverto subito che probabilmente cercherò di bilanciare con un altro colore: l'avorio.

Circa dieci giorni fa mi  metto al lavoro.
Diversamente da Paola, che ha usato un biscotto al miele ricoperto di pasta di zucchero, scarto, mio malgrado, quell'idea splendida, ma poco pratica, che mi balena subito nella mente: realizzarla tutta in ghiaccia reale con tecnica runout...
Ma dovendo viaggiare per tanti chilometri il rischio "rotture" è davvero troppo alto. Quindi, che pastigliaccio sia! Meno rischi e Cinzia potrà conservarla negli anni.
Decorazioni in pasta di zucchero e ghiaccia reale.

Realizzo le  dime che   mi serviranno  per tagliare  la casetta utilizzando  i patterns, che modifico leggermente - me li ero salvati a suo tempo sul computer -. Preparo due dosi di pastigliaccio, lo coloro e comincio a tagliare la struttura esterna. Mentre si asciuga, comincio a disegnare la decorazione del tetto. L'idea sta prendendo forma.
Nel mentre mi accorgo che asciugandosi il pastigliaccio diventa più chiaro di come lo avevo pensato: il tetto, che avevo immaginato un color terracotta, ora è di un bel rosa salmone.
La "tiranna" di casa - mia figlia Serena, che non lesina critiche alla mamma - lo vede e mi dice subito: "che brutto colore!!!" , opinione condivisa anche dall'altro mio figlio Matteo. L'unico che si trova sempre d'accordo con me è il "cucciolo" di casa: mio figlio Lorenzo che ha ormai quasi otto anni, che non mi tradisce mai e mi sostiene sempre e comunque - tesoro della sua mamma!! -. Meno male!! Su tre almeno uno eh...
Questo, mi spiega Serena, perchè a lei il salmone - il pesce - non piace.  Conseguenza:  bandito anche il colore...

Senza farmi influenzare non faccio una piega: a me, invece,  piace moltissimo...quindi vado avanti.

Ricopro il vassoio di pasta di zucchero verdina e lo lascio seccare per bene: sarà la base su cui attaccherò la casetta.
Preparo tutte le roselline rosse e avorio e i cuoricini rossi che completeranno la decorazione delle facciate e del tetto. Mentre si asciugano, con la ghiaccia reale decoro il tetto, realizzo  tutte le finestre, e piccole decorazioni sulle facciate, la porta e le "pietre" agli angoli della casetta. Realizzo anche i due sposini, in modelling paste, che mi danno non poco da penare - urgono lezioni di "modelling" dalla mia amica Michela: lei è eccezionale in questo -.
I due sposini sono minuscoli: circa 3 cm tra testa e busto... quindi opto, anche per la mia incapacità, per un viso stilizzato. Al terzo tentativo decido che sono passabili.

Spolvero con polvere perlata l'interno delle finestre in modo da creare l'illusione del vetro.

Poi, un mattino, mentre comincio a decorare il primo davanzale fiorito...accade la MAGIA...

Non sto più realizzando "solo" il topper per il matrimonio di Cinzia...
Sto realizzando la casetta dei miei sogni. Sebbene non avrei scelto il colore rosso per fiori  ( solo roselline rosa sfumate e bianche, per me)... mi innamoro letteralmente.

Da quel momento ogni fibra di me stessa ha goduto mentre lavoravo.

Ho visto la casetta nascere, prendere forma. Ho amato ogni singolo istante che mia ha visto, nelle ore che precedono l'alba nel corso della scorsa settimana, anche alle tre del mattino, china sul tavolo mentre sotto le mie mani il mio sogno si realizzava.
Al mattino, mentre vedevo le foglie degli alberi mosse dal vento che soffiava fuori dalla mia finestra. Colonna sonora: il suo fruscio. E il sole che poi nasceva.

Quell'amore che ho sentito dentro mi ha impedito di smettere. Ho continuato e continuato. Non ho più contato le ore...Mi sono presa tutto il mio tempo.
Volevo che la casetta esprimesse armonia, dolcezza...delicatezza.

Nel frattempo i dubbi mi assalgono: ho realizzato il tetto dello stesso spessore delle pareti, mentre sarebbe stato meglio fosse più sottile. Il mio "cemento è sempre la ghiaccia...farà il suo dovere? Oppure il tetto crollerà sotto il suo stesso peso?
Senza pensarci due volte, prendo in mano la rimanenza di pastigliaccio dello stesso colore del tetto che mi è avanzata - pregando che mi basti - e lo rifaccio tutto,  più sottile, decorazioni comprese.

Arriva il momento dell'assemblaggio. Attacco tutte le facciate, e con la ghiaccia reale aggiusto e nascondo gli spessori che si sono creati nelle giunture.
Una volta asciugato il tutto, procedo con il posizionamento del tetto: due pacchi di farina mi aiutano a sostenerlo.

Quando mi accorgo che è bello saldo, libero la casetta dai suoi supporti. 

La guardo: si, sono proprio innamorata.

Procedo con la finitura: aggiungo la decorazione del colmo del tetto con perline e ghiaccia. Aggiungo i cuoricini bianchi sugli spessori delle falde del tetto e attacco le piccole perline di zucchero.

Preparo i sassolini bianchi, i piccoli fiori del giardino.

Attacco il bianco del vialetto d'ingresso e imprimo la pasta di zucchero con dei rotolini di carta di dimensioni diverse in modo da creare l'effetto "ciottoli".
Realizzo l'entrata.

Preparo della ghiaccia verdina e la rendo fluida. Con l'aiuto di un pennello, la distribuisco sul vassoio attorno all'entrata e ci verso del cocco colorato che diventerà l'erbetta del giardino.
Sabato mattina corro a comperare i confetti che fungeranno da recinto della casetta.
Domenica mattina attacco il tutto, e realizzo la decorazione finale sui confetti e il bordo del vassoio.

Sono le sette del mattino di domenica 26 Settembre: ho finito.
Manca il nastrino che coprirà l'argento del vassoio, ma è un dettaglio.

Guardo la casetta che è ormai completa.

Per la prima volta, in assoluto, penso che questa volta, nonostante le imprecisioni che ancora non riesco ad evitare, sono davvero soddisfatta: questa volta mi dispiacerà davvero non tenerla per me.

Quando invio le foto a Manuela, mi dice che è deliziosa: proprio come l'aveva immaginata. Mi dice che è...emozionata.
Mi dice di pubblicarla pure sul blog: sebbene il matrimonio avverrà a metà Ottobre...Cinzia è troppo occupata, al momento, per visitarlo. Mi "tranquillizza", quando le manifesto che sarà un dispiacere privarmene : "Donatella, non preoccuparti: la lasci in buone mani!" , sono le sue parole : o)

Ho ancora qualche giorno prima che venga a prenderla. L'ho messa al sicuro in una scatola. Ogni tanto la apro e la vado a guardare...esattamente come faccio ancora con la torta realizzata al corso con il "mio" Eddie.

Sono due sogni realizzati. Una grande fortuna.

Ho scattato diverse foto, questa volta, perchè voglio ricordarmela bene...nell'attesa di realizzarne un'altra: Serena, nonostante le sue idee sul colore del tetto, me ne ha già ordinata una, ma, al posto degli sposini, vuole un balconcino fiorito...

Le stesse foto le lascio a voi.

I balconcini fioriti:



I piccoli fiori rossi tra i sassi realizzati senza stampini:


 Il particolare delle finestre:


La decorazione del tetto:


La porticina e l'ingresso:


Il vialetto d'ingresso:


Le finestre dell'altro lato:


Subito dopo mi sono sentita come "svuotata", come sempre mi accade, al termine di un lavoro, quasi che una parte di me, sia finita dentro questa casetta.

Concludo questo lungo post, augurandomi che piaccia anche a voi.
Quel che provo io già lo sapete :)

A prestissimo,

Donatella

martedì 14 settembre 2010

62 Miniature Wedding Cakes!!!



Un bel lavorone!!
Quando, tempo fa, mi chiesero queste tortine, sapevo già che per realizzare questo quantitativo avrei impiegato molto tempo. Quindi mi sono messa all'opera, realizzato le basi e quindi la decorazione...molto molto semplice... ma da perderci la vista!!

In effetti tutti quei piccolissimi fiocchetti hanno sottoposto i miei occhi, e le mie mani, ad un bello sforzo...però...beh, alla fine ce l'ho fatta: ora sono finite!

Viste tutte insieme poi, fanno proprio un bell'effetto!

Le tortine hanno un'altezza inferiore ai 3,5 cm, e il diametro del piano superiore ha una dimensione più piccola di una monetina da 1 centesimo di Euro...tanto per dare un'idea...

Eccole...





E con questo lavoro mi riaffaccio dopo la pausa estiva. Si annunciano stagioni impegnative...sotto molti punti di vista...

Un abbraccio a tutte,

Donatella

lunedì 16 agosto 2010

Tutorials... :)

In questi giorni, che mi vedono ancora a casa con i miei bimbi, completamente presa da impegni familiari, senza quasi trovare i tempo per i miei pasticci con la ghiaccia e la pasta di zucchero, mi sono imbattuta, per caso, in una serie di tutorials.

Quindi posto il link ad un'altro sito, americano, "Art and Appetite": Rylan, che tempo fa mi contattò e per qualche tempo ci scambiammo email, ha compilato una raccolta di link a tutorials e li ha postati su Cake Central. Per questioni di tempo non li ho controllati tutti, sono davvero tantissimi, ma alcuni sono davvero molto molto interessanti.

Quindi ecco a voi il link:


sono certa che saranno molto graditi ai più esperti, ma anche e soprattutto, a chi si sta avvicinando all'arte della decorazione dei dolci da poco, e ha bisogno di aiuto.

Buon divertimento, e ci sentiamo a Settembre :)

Donatella 

sabato 7 agosto 2010

Ghiaccia Reale: ma che sorpresa!!!.... Zucchero a velo Eridania - Tate & Lyle!!!!


Della serie..."MA GUARDA CHE MI TOCCA FA'....!!!" :o)

Dunque...cominciamo dal principio...
Chi mi segue sa quante difficoltà abbia avuto, fin dall'inizio, nella mia costante ricerca dello zucchero a velo ideale per la preparazione della ghiaccia reale.
Ho già spiegato in altri post che, purtroppo, lo zucchero a velo che troviamo in Italia è assolutamente inadatto alla sua preparazione, sia perchè molto spesso addizionato di una piccola percentuale di amido, sia perchè troppo granuloso tanto da costringere chi di noi volesse cimentarsi in decorazioni che precedono l'uso di beccucci n. 0 oppure n. 00 a setacciarlo attraverso la, oramai famigerata, CALZINA DI NYLON!

Nel mio post precedente, raccontando della splendida esperienza vissuta in UK al corso con il "MIO" Eddie Spence, raccontavo anche che ci aveva tenuto una lezione anche sulla preparazione della ghiaccia nella quale ci consigliava caldamente uno zucchero particolarmente adatto alla sua preparazione perchè PURO ZUCCHERO DI CANNA ed, ovviamente, dalla consistenza impalpabile: lo zucchero a velo Tate & Lyle.


Per gli inglesi, l'impalpabilità dello zucchero a velo non è un problema, dal momento che il prodotto che usano è già praticamente perfetto:


Purtroppo non è così anche nel nostro paese.

Questa storia dello zucchero a velo è da parecchio che ronza nella mia testa, e da tempo pensavo di scrivere a qualche grande catena di supermercati per chiedere la sua importazione...senza sapere, però, esattamente come muovermi.
Così, per caso, questa mattina presto ho provato a digitare in rete "Tate & Lyle" senza nemmeno sapere cosa avrei trovato...e, con mia grande sorpresa...indovinate cosa mi appare?

Ovviamente avete già capito dal titolo di questo post:  il sito di ERIDANIA TATE & LYLE!!

Già...sembra proprio che la Tate & Lyle sia già presente nel nostro paese con in marchio Eridania...e che produca già lo zucchero a velo "impalpabile e particolarmente adatto alla decorazione con le glasse"  come si legge su loro sito (qui).

Ma perchè allora non mi è mai capitato di imbattermi in questo prodotto? Vivo nel Nord del nostro paese, pieno di grandi catene di supermercati...in ogni supermercato che vado cerco subito gli scaffali dove vendono lo zucchero a velo...quasi fossi un'assatanata o che in casa mia nutra tutta la mia famiglia solo con quello...
Eppure sotto il marchio Eridania ho trovato sempre e solo lo Zucchero Zefiro, o quando mi andava bene, le zollette di zucchero...mai la confezione del loro Zefiro Velo che, sembrerebbe - ed uso il condizionale appositamente, non avendolo mai provato - , proprio lo stesso prodotto comunemente commercializzato in UK!!!

Allora questa mattina, nel silenzio della mia casa, cosa ho fatto? Ho inviato una email :).
Tre per la precisione (meglio abbondare che deficere eh...). Lo stesso testo inviato al Customer Service, all'Area Marketing e all'Area Vendite spiegando, in una lunga premessa, la costante crescita, anche qui in Italia, dell'interesse per la decorazione con la ghiaccia reale, la difficoltà nel reperire uno zucchero a velo adatto e raccontando anche l'operazione di setaccio con la calzina!

Probabilmente penseranno che sia affetta da qualche malattia mentale...ma non sono pericolosa, questo, spero, si sa.

Ho anche chiesto PRESSO QUALE PUNTO VENDITA è possibile acquistare lo Zefiro Velo, segnalando che,questo mio piccolo spazio privato, potrebbe funzionare come "cassa di risonanza" per la diffusione del loro prodotto.
Questo, sempre ammesso che abbia le stesse caratteristiche di quello in commercio sul mercato inglese.

Quindi...

AMANTI DELLA GHIACCIA REALE......VENITE A ME!!!

cercate nei vostri supermercati lo Zefiro Velo, se riuscite a trovarlo preparate la ghiaccia reale con quello....e poi fatemi sapere...

Dal canto mio rimango in attesa di un riscontro alle mie tre emails...sperando che abbiano la gentilezza di rispondermi...
E nel frattempo continuerò a cercarlo...sperando di riuscire ad averne una confezione tra le mani per poterci preparare la ghiaccia...nel caso vi saprò dire :)

Ora ritorno alla mia Estate...che sto trascorrendo quasi totalmente a casa, a parte una capatina in Liguria, al mare, da dove sono appena tornata...in attesa di andare a trascorrere qualche giorno in una bella isola italiana che non ho mai visitato...(grazie Paola per l'invito.."sistemo" il papi ed arrivo eh...almeno spero...).

In questi giorni sto ingaggiando una lotta furibonda con le formiche, che mi perseguitano ovunque vada...All'inizio ho provato un trattamento "dolce" per scacciarle da casa mia ed ho cosparso la casa di borotalco...in cucina...- non vi dico che piacevolezza -...
C'è stato un momento che ho perfino pensato di aver sbagliato...e che invece del borotalco avevo cosparso la casa di zucchero a velo...perchè le vedevo perfino ingrassare...le maledette.
Ora sono passata alle maniere forti: ho comperato gli insetticidi (duo o tre di marche diverse... l'unione fa la forza ?) e li cospargo a turno...vedremo chi vincerà questa guerra...ieri le ho viste in bagno che "emigravano" verso il soffitto...in una lunga fila...ma come si fa a debellarle??

Buona Estate a tutti, a chi si sta godendo le vacanze, e anche a chi, come me, la sta trascorrendo quasi totalmente a casa.

Donatella


mercoledì 7 luglio 2010

Diario di viaggio: la realtà, a volte, è più bella del più bello dei sogni.....


Eccomi qui, tornata a casa, felice di esserci, consapevole di aver vissuto un'esperienza straordinaria, e, proprio per questo, con un po' di rimpianto perchè sebbene ogni momento di questi quasi cinque giorni lontana dalla mia famiglia siano stati vissuti intensamente, minuto per minuto, sono trascorsi in fretta...troppo in fretta...
Questo diario comincia mercoledì pomeriggio, quando Michela approda a Pavia. La vado a prendere alla stazione insieme a Serena giudando la mia Turchina (chiamata anche "Turchy" la mia auto, una Opel Agila, da me battezzata con questo nome per via del suo colore: mi ricorda un cielo azzurro anche nelle grigie e uggiose giornate invernali). Mi trovo davanti praticamente una ragazzina dai capelli rosso tiziano, con occhi dolcissimi, e dall'aria sbarazzina. Una versione "Pippi Calzelunghe" dei giorni nostri... che sventola la mano per salutarmi...
Ci abbracciamo fortissimo, le nostre chiacchierate in chat e al telefono ci fanno sentire subito a nostro agio, ci conosciamo da tempo, ma...averla qui, accanto a me...è tutta un'altra cosa.
La sera andiamo a cena fuori, con mio marito e i miei bambini, e il giorno dopo, alle sette ci mettiamo in macchina per andare a Malpensa.
Salutiamo tutti e siamo lì, noidue sole...pronte per cominciare questo sogno, su cui abbiamo fantasticato per tanti mesi... e che ora sta per cominciare...
Dopo un paio d'ore trascorse a girare per l'aeroporto ed aver svolto tutte le formalità dell'imbarco eccoci sedute sull'aereo che ci porterà in UK...dove incontreremo il mio mito, l'uomo che mi ha fatto letteralmente sognare guardando quello che riesce a realizzare con un po' di ghiaccia reale, un conetto di carta ed un beccuccio in mano.
L'aereo rolla sulla pista, accelera e si stacca dal suolo. La mia mano stretta stretta in quella di Michela perchè la paura di volare mi assale, ma eccoci...stiamo già volando in alto. Sotto di noi le case diventano sempre più piccole. Dall'oblò riusciamo a vedere bene il paesaggio sottostante, oramai sotto di noi solo tanti quadratini verdi di intensità diversa. Presto attraversiamo il Canale de La Manica e, in breve, ci avvertono che abbiamo cominciato l'atterraggio.
Siamo perfettamente in orario. All'aeroporto di Heathrow ci sarà Kristina, la terza compagna d'avventura, e Vivian Lee ad aspettarci.
Vivian: ancora prima di varcare la soglia che ci porterà fuori dall'area passeggeri la vedo. E' appoggiata alla protezione e tiene in mano un cartone con scritto a caratteri cubitali "DONATELLA". 
Sventolo le braccia, la chiamo. Lei capisce che sono io e ricambia. Sembriamo tre amiche che si conoscono da sempre, invece, Michela l'ho incontrata solamente il giorno prima, mentre Vivian l'ho contattata solo due settimane fa...potenza della realtà virtuale...
Kristina ci avverte con un sms che il suo aereo è in ritardo, è atterrata anche lei qualche minuto dopo di noi, quindi con Vivian ci dirigiamo, in macchina, subito al Terminal 4 dove incontreremo Kristina.
Ora il problema è riuscire ad individuarla...Heathrow non è esattamente un aeroporto di piccole dimensioni...
Ci telefoniamo...per capire esattamente dove incontrarci. Mi dice che ha una grossa valigia rossa. Finalmente Kristina, ungherese con accento romano, mi chiede "Che..? Indossi una maglietta gialla tu???" Si, indosso una maglietta gialla..."Guarda un po' davanti...!!"
Una signora bionda con i capelli corti sta trascinando un enorme valigione rosso e contemporaneamente parla al telefono....guardando la valigia si direbbe che ha in mente di partire per il giro del mondo in 80 giorni, e si è portata tutto il necessario...invece starà qui con noi solamente tre giorni e quattro notti...
Ci abbracciamo, baciamo, salutiamo e presentiamo Vivian per almeno dieci minuti buoni...poi via, partiamo per Oxford.
Vivian ci sorprende ancora una volta per la sua gentilezza e disponibilità: ci accompagnerà lei in macchina fino a destinazione, quando, invece, pensavamo di stare con lei solo qualche ora e lasciarla alla stazione dei treni.
Quindi saliamo in macchina. Destinazione: un negozio di decorazione dove, ovviamente, vogliamo fare un po' di shopping (ecco il vero motivo della grossa valigia di Kri) e poi via verso Eynsham, un villaggio vicino a Oxford.

Non so dire qualte volte ci siamo perse. Kristina, che non appena toccato con il piede sinistro il suolo inglese comincia a parlare inglese quasi avesse vissuto qui per almeno una ventina d'anni, è il nostro navigatore...e non aggiungo altro.
Per la cronaca : Michela ed io, sedute nei posti dietro, ci limitiamo a dire quasi all'unisono "Yes, yes!" oppure "Really?" o ancora "Nice/Lovely!!". E questa è stata la nostra unica partecipazione ai dialoghi in inglese.
Finalmente arriviamo al negozio. Pausa per fare i nostri acquisti, ai quali aggiungiamo, all'ultimo momento, anche tre fruit cakes, le tipiche torte che gli inglesi decorano sia con la ghiaccia reale che con la pasta di zucchero: dobbiamo proprio assaggiarle per capire se si adattano al nostro gusto!!

Uscite dal negozio andiamo a mangiare qualcosa con Vivian e le porgiamo un piccolo regalo per lei: una collana realizzata da Anna, amica di Michela, con una magnifica rosa realizzata da Michela stessa in fimo. Vivian si commuove, noi anche: non riusciamo a credere che questa piccolo dono abbia toccato così tanto il cuore di questa meravigliosa amica incontrata qui per la prima volta: un uragano con gli occhi a mandorla, che, nonostante tutti gli impegni (Vivian è insegnante presso Squires Kitchen, maestra nella decorazione con la ghiaccia reale - l'erede di Eddie secondo me - che a vinto numerosi premi con le sue creazioni ed i suoi articoli sono pubblicati sulla rivista inglese pubblicata da Squires "Cakes & Sugarcraft") trova un giorno libero per incontrarci ed accompagnarci così lontano da dove lei abita!
Dopo qualche tempo riusciamo ad arrivare ad Eynsham (il navigatore Kristina "colpisce" almeno un paio di volte ancora), Vivian ci saluta fuori dall'albergo con la promessa di sentirci e, se riesce, di venirci a prendere ancora per accompagnarci all'aeroporto al nostro ritorno!!
Non riusciamo a credere di trovarci una persona tanto gentile!! Ovviamente cerchiamo di rifiutare...ma lei ci dice che si terrà in contatto.

Abbiamo due camere. La sorte decide che Michela e Kristina dormiranno insieme nella camera con il bagno mentre io in camera da sola, con il bagno all'esterno da condividere con un altro ospite "misterioso" dell'albergo.

Ceniamo e andiamo a dormire. Le giornate qui sono fresche, e la sera indossiamo le nostre felpe.

L'alba del giorno successivo mi trova alla finestra della mia camera. Non riesco proprio a dormire un po' di più. La giornata è grigia e piovosa, ma...chissenefrega...fra poco incontrerò il "MIO" Eddie!! Prepariamo tutto il necessario per il corso, facciamo colazione.
Kristina decide di assaggiare il tipico English breakfast e si trova davanti un piatto di salsicce, uova al tegame, fagioli, patatine fritte e quant'altro ( a seguire, durante la giornata al corso, ho sentito Kristina chiedere qualcosa per lo stomaco...non aveva digerito...chissà come mai?)..
Poi, armate di borse ed ombrelli, ci avviamo alla ricerca della casa di Annie, la signora che organizza il corso.
Attraversiamo a piedi questo grazioso villaggio con le case di pietra, alcuni tetti sono di paglia pressata, ammiriamo i piccoli giardini curatissimi e scattiamo qualche foto ai fiori.
Dall'interno delle case ci guardano un po' incuriositi. Alcuni abitanti ci sorridono. Un signore, dall'interno della finestra, mi vede fotografare una rosa bellissima ed esce sulla porta di casa, invitandomi a varcare il cancelletto per fotografarla meglio.
Una macchina si ferma appositamente per chiederci se abbiamo bisogno di aiuto...la gentilezza di queste persone è disarmante...
Dopo dieci minuti arriviamo a destinazione.

Ed eccolo: attraverso i vetri delle finestre di Annie vedo il "mio" Eddie, già vestito con la giacca bianca. I tavoli sono pronti. Tutto è pronto. Ci fermiamo un attimo a pensare se è il caso di suonare o no, con il cuore che ci batte forte. Poi squilliamo il campanello.

Ci accolgono con grande calore. Subito Eddie ci viene incontro. Ci abbraccia e ci bacia: è un omino piccolo, con i capelli bianchi ma con un entusiasmo travolgente...questo lo capiamo istantaneamente.
Arriva anche Annie, ci saluta con calore dicendoci che non vedeva l'ora di conoscerci....nei mesi passati l'abbiamo tampinata con una valanga di email...ma lei ha capito che la mia, quella di Michela e Kristina era entusiamo, passione pura!

Attendiamo ancora l'arrivo di qualcuno dei nostri compagni di corso. Nel frattempo incontriamo Anne.  Anne: incontrata anche lei sul forum inglese abbiamo cominciato a scriverci via email fin dal mese di Ottobre dello scorso anno. Fu lei, per prima, a spingermi ad iscrivermi a questo corso, dicendomi che se amavo davvero così tanto questo tipo di decorazione bisognava che facessi un viaggio di qualche giorno in Inghilterra e partecipare ad un corso con Eddie. Mi disse che lei aveva già partecipato già un paio di corsi tenuti da lui, che erano fantastici...
Ovviamente stava sfondando una porta già quasi aperta e non le ci volle molto a convincermi.
Anne: una bellissima donna di origini francesi che vive e lavora a Londra. Si è prodigata per noi in questi mesi affinchè avessimo tutto il necessario per il corso. Ha acquistato per noi tutta l'attrezzatura. Ha ricoperto con uno strato di ghiaccia reale le nostre tre dummy cakes (torte di polistirolo) oltre alla sua, in modo che ci trovassimo nella condizione ideale per cominciare senza ulteriori perdite di tempo. Ad Anne abbiamo regalato una bella sciarpa di uno stilista italianissimo che lei ha indossato subito con orgoglio, ed ancora per i giorni successivi.
Thank you again ANNE!!

Il corso comincia. Eddie ci consegna i modelli per realizzare i tre collars (le strutture rigide di ghiaccia reale) che andranno posizionate sulla torta e ci mostra come fare. Attacchiamo i modelli ai vassoi piani e li copriamo con del cellophane che ungiamo con del grasso vegetale in modo che i collars si possano staccare facilmente.
Lui passa da ognuno di noi. Appena sente che qualcuno è in difficoltà accorre. Kristina dice che ha la mano tremante ed è un po' timorosa. Lui le si avvicina, le sorride. Prende la mano di Kristina nella sua e le dice "Let's shake together.." (tremiamo insieme...) e l'aiuta a realizzare il contorno del primo dei tre collars che andremo a realizzare.
Ci incita a non essere preoccupati: dobbiamo soltanto divertirci : "Enjoy!"
Da quel momento Kristina non si è più fermata. Ha realizzato almeno il 95% della sua torta da sola. Eddie si è profuso in complimenti e esclamazioni di gioia, vedendo il suo lavoro. Io e Michela, più timorose, abbiamo realizzato solo il 50% della torta da sole.
Eddie ci ha spiegato come modificare la consistenza della ghiaccia reale semplicemente muovendola con una spatola sul piano di lavoro (paddle the icing).

Alla fine della giornata i tre collar erano pronti e messi ad asciugare.Chiacchierando con Eddie scopriamo che la sera ha prenotato un tavolo proprio al ristorante dell'albergo dove siamo noi...e come potevamo farci scappare l'occasione?? Ovviamente gli chiediamo di cenare insieme!! Lui accetta. Purtroppo la cena non è stata delle migliori, Eddie si è trovato davanti un piatto di salsicce carbonizzate poichè in cucina mancava lo chef del ristorante che era stato sostituito con un apprendista...questa, purtroppo, è stata una nota dolente.
Alla fine della cena abbiamo chiesto ad Eddie di assaggiare con noi una delle fruit cake che avevamo acquistato (a lui che è anche giudice in COMPETIZIONI per le fruit cakes!!!!).
Abbiamo spiegato che non ne avevamo mai assaggiata una. E' andato a prendere nella sua macchina un tagliere ed un coltello...ed ha tagliato la torta, l'ha assaggiata, proprio come avrebbe fatto in una competizione, l'ha criticata, dicendo che si sbriciolava troppo. Ha concluso che non era troppo male..."Not too bad..." quante volte gli abbiamo sentito ripetere queste parole nei tre giorni trascorsi insieme...
Quindi abbiamo assaggiato anche noi...e...sorprendentemente ci è piaciuta! Ci ha riportato in mente immediatamente i sapori del Natale e lo abbiamo detto ad Eddie che, infatti, ci ha detto che per loro è proprio la torta tipica del Natale, ma che viene usata anche per torte per cerimonie importanti.
Così abbiamo deciso che quest'anno a Natale proveremo a farla anche noi.
Alla fine della serata abbiamo salutato Eddie, Tracy e Natasha (altre due signore incontrate al corso che hanno cenato con noi), e, stanchissime, siamo andate a dormire.

Il giorno successivo comincia con una sorpresa: mentre facciamo colazione in albergo la ragazza che serve ai tavoli viene da noi chiedendoci se qualcuna tra noi si chiama "DONA". Capisco immediatamente che sono io, e, incuriosita, prendo la cornetta e l'appoggio all'orecchio. Dall'altra parte sento una bella voce di donna che mi dice che è Maureen...MAUREEN!!! LA MIA MAUREEN!!!
"MAUREEN!! MAUREEN!!! MAUREEEEN!!!!" Non riesco a far altro che continuare a ripetere il suo nome al telefono, senza riuscire a spiccicare quasi nessun'altra parola - anche perchè il mio vocabolario è davvero limitatissimo -.
Maureen, anche lei incontrata sul forum inglese, ci scriviamo spessissimo. Lei, con quarant'anni di esperienza alle spalle con la ghiaccia reale, risponde generosamente a tutte le mie domande, chiarisce i miei dubbi, mi incoraggia e mi critica, ma le sue non sono mai critiche "sterili" : ha sempre un consiglio per me  - ma non solo per me - perchè ha capito che voglio migliorare. Fu lei a raccontarmi la storia della ghiaccia reale, che ho poi pubblicato sul mio blog.
Purtroppo il mio inglese mi permette di comprendere solo il 10% di quello che dice, e la telefonata si svolge quasi a senso unico, con lei che parla e io che il più delle volte le dico che non ho capito quello che dice. Decido quindi di passarla a Kristina, ma anche lei, all'inizio, ha qualche problema a comprendere - e questo un po' mi consola... Sono così felice di aver avuto la possibilità di parlare con la mia dolce Maureen. Avremmo voluto incontrare anche lei in questo nostro viaggio, ma i tempi strettissimi e la lontananza non ci hanno permesso di fare altrimenti.

Dopo colazione ci avviamo a casa di Annie: abbiamo una giornata molto impegnativa davanti a noi. Prendiamo i collars oramai asciutti, realizziamo l'albero i fiori e le foglie a mano libera, sul secondo collar realizziamo la staccionata, sempre freehand. Quindi cominciamo a realizzare i puntini e la piccola decorazione a "running beads" attorno ai collars. Un lavoro di grande pazienza. Quindi la decorazione a tralci e fiori all'interno delle lunette.Una vosta terminata arriva la parte più impegnativa: realizzare la bimba. In men che non si dica Eddie ci fa vedere come fare a creare la bambina. Lui è velocissimo: la sua mano esperta crea viso, mani, braccia, cuffietta e tutta la bimba nello spazio di qualche minuto soltanto. Poi velocemente ne realizza un'altra. Quindi tocca a noi.
Della mia io ho realizzato i piedi, il braccio che regge la paletta la paletta l'innaffiatoio e il pancino scoperto. Il resto è mano di Eddie. Ancora una volta Kristina non si è lasciata intimorire dalla difficoltà della decorazione e si è lanciata, col suo solito coraggio, realizzando la bimba con grande maestria.

Nel corso della giornata Eddie ci tiene una lezione su come realizzare la ghiaccia reale utilizzando l'albume secco  ed utilizzando il Kenwood (ovviamente per grandi quantitativi). Ora capisco che come la faccio io non va bene: devo riprovarci una volta tornata a casa.
Al termine della giornata siamo abbastanza stanche.

La sera decidiamo di cenare in un ristorante indiano con Anne e Natasha. Anne, più pratica di noi, ordina una quantità di pietanze smisurata per la gioia di Kristina che, continua a borbottare "Vojo magnà!! C'ho FAMEEEE!!!" (ho dimenticato di precisare che per tutta la durata del corso a parte tè e caffè, distribuiti a profusione per tutto il giorno "nun se magnnava niente" - parola di Kri!).
Michela, già magrissima, è tornata a casa dimagrita di almeno un paio di chili, penso...anche perchè quando si trovava davanti un po' di cibo, c'era sempre qualcosa che le impediva di mangiare.
Un esempio per tutti. Ristorante indiano. Abbiamo davanti una serie di piatti. In uno di questi c'è qualcosa che potrebbe vagamente assomigliare ad un peperone verde immerso in una salsa di pomodoro. Michela, che adora le verdure, prende la forchetta e lo mangia. io faccio lo stesso...ma proprio in quel momento sento l'urlo di Kristina, che come al solito ci aveva precedute, grida "MA CHE SCHIFOOOO!!!"  Io, che avevo appena appoggiato il peperone sulla lingua, sento immediatamente bruciare le papille gustative e, senza alcuna vergogna, mi tolgo di bocca il "peperone" e lo metto nel mio piatto. Guardo Michela che improvvisamente è ammutolita: è rossa come un peperone - per l'appunto - e comincia ad ingoiare bicchieri interi di acqua e pezzi di pane indiano...Il tutto tra le risate di tutte noi che assistevamo impotenti alla scena.
Inutile dire che Michela, dopo quel primo boccone che le ha bruciato pure le pareti dello stomaco, poco ha mangiato...
Aggiungo solo che ad un certo punto, dopo tutti i nostri schiamazzi, il cameriere, indiano pure lui, ha chiuso le tende completamente oscuranti della vetrina che avevamo accanto, creando quasi il buio assoluto...e lì abbiamo intuito che forse fosse il caso di alzarci ed andarcene...

Il giorno successico cominciamo la decorazione del top della torta: Eddie si spiega come creare la nuvola ritagliando velocemente un modello di carta che, posizionato sulla torta dovrà essere spennellata con il colorante azzurro in modo da creare il cielo sfumato attorno ad essa.
Un altro pezzo di carta,  posizionato a due diverse altezze e spolverato sui bordi di colorante vede con la stessa tecnica crea il prato verde.
A questo punto procediamo con la decorazione della parete della torta. Eddie spiega come fare, e questa riesco a realizzarla quasi totalmente da sola. Quindi cominciamo la decorazione del vassoio. Ancora un cartomodello con la forma del collars a punte e con la sac-à-poche e beccuccio n. 2 dobbiamo seguirne il contorno. Poi realizziamo la linea più esterna che termina con i riccioli. Ora dobbbiamo ripassare sopra la linea che abbiamo realizzato in precedenza con il beccuccio n.1. Realizziamo una decorazione a running beads nel punto di giuntura della torta al vassoio e anche quella vicino al bordo ( sulla mia a Fleur de Lys).

Comincia la costruzione del top della torta. Delicatamente stacchiamo il primo collar dal cellophan (quello che ha anche l'albero) e lo attacchiamo con la ghiaccia reale alla torta. Stacchiamo con tutte le precauzioni la bimba, il braccio che regge l'innaffiatoio, che è stato realizzato separatamente e con un po di ghiaccia reale la attacchiamo in modo che rimanga un po' staccato dal top (per dare un effetto tridimensionale) quindi attacchiamo il braccio alla bimba e creiamo la manica della camicetta. Attacchiamo anche il vaso con la piantina. Tutte operazioni delicatissime, che essendo la prima volta, ho lasciato fare a lui.
Quindi posizioniamo il secondo collar, che ha la staccionata attaccata. In questo modo la decorazione è su tre piani diversi e crea un effetto tridimensionale bellissimo. Kristina si dispiace perchè, avendo fatto tutto da sola, si accorge che la staccionata copre quasi totalmente l'innaffiatoio... Eddie capisce subito, e, quando Kristina si allontana, stacca il pezzo più alto della staccionata, lasciando tutto il resto intatto...Ora sulla torta di Kri tutto è visibile e perfetto.
Posizioniamo il terzo collar, quello rotondo ad anello. La torta è praticamente finita...manca un ultimo tocco da maestro...DEL MAESTRO...
Eddie passa da ognuno di noi e con il suo conetto pieno di ghiaccia realizza in qualche minuto la decorazione a scrolls sopra l'ultimo collar ad anello...credo nessuno di noi sarebbe stato in grado di farlo da solo...

La torta è terminata.
Prima di finire la giornata Eddie ci mostra come realizzare diversi tipi di scritte e come abbellirle. Noi non possiamo far altro che rimanere in silenzio ed ammirare. Lui, ogni volta che termina una decorazione si commenta da solo e dice "Not too bad...". Il maestro.
Più di una volta ci ha incitati ad insegnare quello che lui ci stava insegnando...per evitare che l'arte della ghiaccia reale muoia...
Sentirlo dalla sua viva voce, da lui che ha sessant'anni d'esperienza, ha rafforzato ancora di più il mio impegno in questo senso.

Annie prende ognuna delle nostre torte e le fotografa per metterle nella galleria del suo sito. Noi tre, a turno, ma anche contemporaneamente cominciamo a piangere...abbracciamo Eddie, ci piange il cuore al pensiero di lasciarlo.
Lui, sorprendentemente si commuove e piange...ci dice tra le lacrime che si è sentito molto onorato di avere avuto tre persone che sono venute appositamente dall'Italia per seguire un suo corso.Lui.
Abbiamo tentato di spiegargli che, invece, è stato un onore per noi potervi partecipare.
Abbracci e saluti sono continuati anche in strada...fino a quando lo abbiamo lasciato...con la promessa di rivederci, di tenerci in contatto e di ritornare al più presto (cosa che faremo l'anno prossimo!!!)

Di questa esperienza non dimenticherò mai il sorriso di Eddie, la sua semplicità, la sua energia, la sua generosità espressa dalla sua voglia di insegnarci nel migliore dei modi e quanto più possibile con l'esatta intenzione di "passare" a noi  "studenti" TUTTA la sua conoscenza.

La consapevolezza di aver conosciuto una persona davvero eccezionale,  umanamente e professionalmente.
Quando l'ho abbracciato per l'ultima volta, prima di andare, l'ho stretto forte forte a me...e non avrei voluto lasciarlo andare via più...
Alcune foto che pubblico sono di Nick, (THANK YOU NICK!!) l'unico uomo partecipante al corso, gli ho chiesto il permesso di copiarle e di pubblicarle. Questo è il suo sito, dove se vorrete dare uno sguardo, troverete altre foto del corso a cui abbiamo partecipato:


Vi lascio qualche foto.
Questa, assieme a quella di inizio post, è la mia torta:



La torta di Kristina:


La torta di Michela...



Vivian Lee : un uragano dagli occhi a mandorla...


Eddie, Michela - sulla sinistra - ed io - con gli occhiali azzurri...


Kristina al lavoro...



Carnevale inglese nel villaggio: scatto qualche foto...


Il nostro albergo...


Eddie ci mostra come realizzare e abbellire le scritte con la ghiaccia reale...


Un lavoro di Eddie...a tempo perso....


Eddie ed io, l'ultimo abbraccio...




Noi tre, al pub a bere sparkling water, con Anne, che scatta la foto.

Di Kristina mi rimarrà il ricordo di un'ungherese con l'accento romano, con un coraggio da leone, una generosità incredibile e un'entusiasmo contagioso...
Le frasi: "All streets lead to Rome" e "Tomorrow is another day" rimarranno per sempre impresse nella mia memoria... :)

Della mia dolce Michela...beh..che dire? Nel corso del viaggio si è un po' limitata con le sue "freddure" un po' perchè indossavamo sempre la felpa (ah, ah, ah!) un po' perchè in inglese, forse, non le sarebbero riuscite altrettanto bene...verlo? (appena mi mandi la foto della tua torta la aggiungo...) Rimane per me una persona speciale, che mi ha contattata ed, esattamente come Eddie, non ho più lasciato andare via...

Concludo questo diario di viaggio (o di un sogno divenuto realtà) aggiungendo che siamo riuscite a tornare sane e salve a casa con le nostre torte, contrariamente a tutte le aspettative. Come dicevo tempo fa gli inglesi hanno la cultura delle torte decorate - e non - quindi, sebbene avessimo due bagagli a mano (la borsa e la torta) non abbiamo incontrato alcun problema all'aeroporto.

Purtroppo la scatola che conteneva la torta di Kristina, nonostante tutte le raccomandazioni, nel passare i controlli, si è quasi capovolta e purtroppo una delle lunette del secondo collar si è rotta. Quando ha inviato a Michela e a me il messaggio dicendoci quel che le era accaduto, siamo rimaste di sasso, partecipi del suo dispiacere ma, purtroppo, impotenti.

Eddie ha autografato la copia del suo libro che, naturalmente, avevo portato con me. Mi ha scritto una dedica, esattamente come ha fatto con Michela e Kristina.
Mi rimane il suo ricordo, e l'anticipazione di quasi un anno prima che possa partecipare ancora ad un suo corso (eh si...ne abbiamo già prenotato un altro eh...)..
Ma anche un foglietto, dove ho scritto il suo indirizzo...ed un messaggio sul cellulare che ho trovato questa mattina: un breve testo che dice che è stato un piacere conoscerci e non vedono l'ora di incontrarci ancora. Baci e abbracci.
Firmato: Eddie & Tracy.

Donatella